mercoledì 11 aprile 2018

Da Keplero alla materia oscura attraverso la storia di scienziate






Da Keplero alla materia oscura- attraverso la storia di scienziate. Questa è stata l'occasione in cui si è parlato di scienziate che hanno dato un contributo rivoluzionario alla astronomia e alla fisica come Vera Rubin, Kovaleskaya, Williamina Fleming o le "refrigerator ladies" il tutto partendo da Keplero e da sua madre che era una strega.



Un incontro sul binomio donne e scienza all'Accademia dei Lincei non si vedeva dal 2009 quando grazie alla Professoressa Alessandra Celletti (link personale), docente di fisica matematica all'Università di Tor Vergata di Roma, fu organizzato "Women and Space" con Margherita Hack, Fabiola Ganotti e Vera Rubin. E anche questa volta si è parlato di Vera Rubin grazie alla professoressa.
A Rubin  si deve l'aver dimostrato l'esistenza della materia oscura senza tuttavia ricevere per questa notevole scoperta il premio Nobel come invece fu  per altri scienziati in passato per scoperte di altrettanta importanza e come per la verità successe purtroppo già per altre donne. 
Rubin riuscì a dimostrare l'esistenza della materia oscura, già formulata da un altro scienziato, Zwicky, misurando la velocità orbitale delle stelle che avrebbe dovuto rispettare la Terza Legge di Keplero, trovando invece che la velocità è costante con la distanza.
Vera Rubin dimostra qualcosa che in realtà il mondo scientifico in quel momento non è propenso ad accettare e a credere ma lei scardina lo scetticismo del mondo scientifico andando contro tutti i pregiudizi di chi faticava a credere nella materia oscura, cioè ignota.


Quando Johannes Keplero enunciò le sue tre leggi in realtà era lungi dal vivere un periodo calmo e tranquillo nel quale dedicarsi allo studio e alla riflessione, era infatti in quel periodo impegnato nella difesa di sua madre, accusata di stregoneria.

Katharina Keplero era stata denunciata da una vicina che l'accusava di essere una strega e per il solo fatto che durante i processi e gli interrogatori non piangeva mai e non portò testimoni a processo per difendersi, fu condannata. Il figlio decise quindi di assumersene la difesa, pretese la trascrizione di tutto il processo e studiando in seguito le carte riuscì a controbattere all'accusa. Dimostrò che sua madre era solo una donna anziana,  che inventava bevande perché troppo curiosa e parlava troppo. I suoi figli inoltre erano troppo piccoli per testimoniare. Dopo più di un anno, riuscì a far scagionare sua madre.

Katharina Keplero però morirà pochi mesi dopo per le torture subite.

Quindi è in questo clima che Keplero pensa ed elabora le sue tre leggi. Il suo "Problema dei due corpi" enuncia che in un sistema con due corpi celesti, ad esempio Sole e Terra, la velocità decresce tanto più ci si allontana dal piano di gravità ma i risultati diventano imprecisi se si applicano a sistemi più complessi, (anche solo a tre corpi). Con la teoria della perturbazione si arriva ad una buona soluzione che però non è precisa. Da questo problema ripartono altri scienziati e scienziate come Poincarè e Sofia Kovaleskaya. Il primo arriva alla conclusione che il problema dei tre corpi non ha soluzione ma anche la russa Sofia studiando il moto di una trottola cerca di dare una risposa al moto di un corpo intorno ad un punto fisso, arrivando anche lei alla conclusione che non c'è una soluzione esatta che descriva il moto dei pianeti.
Poincarè però cercando di risolvere il problema kepleriano dei tre corpi, trova il CAOS con il quale stabilisce che un sistema è impredicibile ma non per forza è instabile.
Sofia Kovaleskaya
credit: Wikipedia
La teoria del Caos viene abilmente adottata anche da Kovaleskaya che oltre ad essere una brava scienziata ama scrivere poesie, racconti, opere. Proprio un suo scritto vede applicata la teoria del caos "La Lotta per la Felicità".Questo racconto narra la vita di due coppie che si assortiscono male e quindi scivolano in situazioni sempre più ingarbugliate ed infelici. L'autrice però partendo dalla stessa situazione iniziale dà al lettore una seconda versione in cui le coppie invece si assortiscono questa volta bene, risolvendo il caos. Sofia imposta la sua opera con un doppio canovaccio, una sorta di 'come è' e 'come sarebbe se' per questo molti vedono la sua opera come un'antesignana del più noto e conosciuto film moderno "Sliding Doors".

Siamo alla fine dell'ottocento e altre donne lavorano con la testa nelle 'nuvole' e il naso all'insù. Scoperte stellari e non per modo di dire sono dovute a scienziate che tuttavia non vedranno mai ufficialmente riconosciuti i loro meriti.
Si tratta di scienziate come Williamina Fleming che diventa inizialmente governante presso la casa del noto astronomo Pickering occupato all'Osservatorio di Harvard che ben presto la assume come aiutante proprio all'Osservatorio. Pickering aveva infatti bisogno di persone per inserire dati e fare calcoli; decise quindi di impiegare quaranta donne, manodopera ben più economica di quella maschile.
Ma tra loro ci saranno Williamina Fleming che diventa direttrice del laboratorio di fotografia e in seguito membro della Royal Astronomical Society di Londra e dell'Astronomical Society del Mexico perché scoprirà tra l'altro più di trecento stelle e quasi sessanta nebulose...


Annie Jump Cannon dopo dieci anni dalla laurea decide di tornare come assistente al college dove si era laureata e studia spettroscopia per poi nel 1896 diventare una delle assistenti di Pickering all'Osservatorio. E' ricordata per la sua velocità nel classificare le stelle, riusciva a catalogarne fino a trecento all'ora!
A lei si deve un importante metodo di classificazione delle stelle basato sulla temperatura (spettrale) in base alla quale appunto si suddividono le classi di stelle: O, B, A, F, G, K, M,   (Oh Be A Fine Girl, Kiss Me ).

Henrietta Leavitt invece elabora un rapporto tra i periodi e la luminosità di una stella; grazie a questo sarà possibile calcolare la distanza delle stelle e di lì la grandezza della Via Lattea (Shapley).
Nonostante questo suo grandissimo contributo però anche a lei non sarà dato il premio Nobel neanche quando, ormai morta, altri grandi scienziati la proporranno per il premio.
Infine, Antonia C. Maury riprende ed affina la classificazione delle stelle fatta da Fleming.

Il contributo scientifico femminile però fu apprezzato anche in campo militare soprattutto durante la seconda Guerra mondiale quando l'esercito statunitense chiamò alcune matematiche per effettuare dei calcoli complicati.

Tramite questi calcoli di "bombing and firing" le matematiche dovevano prevedere la traiettoria dei proiettili e ricavare delle tabelle.
Anche quando nel 1946 viene introdotto il primo computer, l'ENIAC, sei donne sono tra le programmatrici. Le prime della storia se si esclude Ada Lovelace.


Nonostante i loro grandi risultati e l'efficienza del calcolatore però queste donne non ebbero alcun riconoscimento, né un ufficio, né l'onore delle celebrazioni pubbliche a cui non furono neanche invitate.
Alcune programmatrici vicino all'ENIAC
credit by Wikipedia

Il loro ruolo viene riscoperto per caso solo negli anni ottanta del  novecento grazie ad una foto in cui compaiono vicino all'ENIAC ma sulle prime nessuno sa chi siano queste donne e molti archiviano la cosa come un fatto meramente propagandistico, come si faceva con gli elettrodomestici, la presenza femminile era solo un fatto estetico, erano messe lì solo per bellezza, come le "refregirator ladies".


I loro nomi erano: Fran Bilas, Betty Jean Jennings Bartik, Ruth Lichterman, Kay McNulty, Betty Snyder, Marlyn Wescoff.












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martedì 20 marzo 2018

Autographa II.1 Donne, sante e madonne (da Matilde di Canossa ad Artemisia Gentileschi )







Autographa II.1 Donne, sante e madonne (da Matilde di Canossa ad Artemisia Gentileschi), è una raccolta che ci offre una lettura di figure di donne molto variegate tra loro, come il sottotitolo dice “Donne, Sante e Madonne”. E' una finestra ampia di vissuti femminili che abbraccia ogni ceto sociale in un ampio spettro temporale e che ridona un quadro di vita e società complesso. Biografie difficili da trattare per la scarsità della documentazione esistente e per la difficoltà strutturale che è la scrittura privata in sé. Il risultato sono quaranta ritratti femminili.

Il testo è stato curato da Giovanna Murano (pagina personale) che a partire dallo studio di Matilde di Canossa ha ampliato l'analisi ad altre donne dal Medioevo al Rinascimento con l'apporto delle storiche più accreditate, Giovanna Zarri, Elissa Weaver,.., per scoprire figure di donne che sono state importanti nella cultura e nella storia del nostro paese ma che non hanno posto nella nostra memoria storica.
Spesso sono donne che hanno contribuito all'edificazione della nostra cultura, che erano letterate, poete ma anche “solo” mecenate di artisti/e o di biblioteche che curavano, preservavano, ampliavano.
Come suggerisce il titolo, l'opera tramite epistolari e le opere autografe mette in luce profili di donne come ad esempio Ippolita Maria Sforza Visconti o Giovanna e Maria D'Aragona, Vittoria Colonna, Veronica Franco o Artemisia Gentileschi.

Spesso quando parliamo di figlie o mogli di sovrani, parliamo di donne che hanno avuto un ruolo incisivo nella storia ma che non compaiono nei libri se non per il loro aspetto fisico o per aver subìto atti forzati ma mai sono ricordate per le loro idee, il loro carattere o le loro capacità politiche.
Sono donne colte che sanno leggere di scienze, arte e letteratura, sanno comporre, conoscono più lingue, dipingono, cantano, ballano e sanno andare a cavallo.
Tramite la loro scrittura però ci raccontano anche altro. Spesso hanno una struttura disordinata che rivela non certo una mancanza di educazione ma piuttosto che non hanno tempo. Una mancanza di tempo dovuta alla impellenza, il più delle volte, delle urgenze regnanti.

Prendendo ad esempio Ferdinando d'Aragona che educa le figlie con un'educazione raffinata anche per dimostrare dopo il matrimonio alla Corte destinataria della Sposa che l'unione è stata un buon investimento, vediamo che Bianca Maria sarà messa all'asta tra i condottieri di Ferdinando come premio per chi riuscirà a conquistare Venezia. Andrà in sposa a Francesco Sforza. Bianca sarà una moglie capace di governare Milano quando il marito sarà lontano, impegnato in altre battaglie.

Molte altre poi sono le figure di donne interessanti che la storia e le loro carte autografe ci hanno lasciato da investigare come Ippolita Maria Sforza dal cui carteggio con il padre si scopre un rapporto molto tenero e bello. O ancora il rapporto tra l'illustre letterata Vittoria Colonna e Bembo che se l'ha scoperta ha ricavato anch'egli molti benefici dal loro rapporto. E poi ancora Sofonisba, Plautilla Nelli, Artemisia Gentileschi (ne abbiamo parlato molte volte, l'ultima qui) ma anche testimonianze di donne comuni, suore, badesse, povere, la cui voce è possibile ora ritrovare nei loro scritti.



Il volume è stato presentato alla Biblioteca del Senato da Elisabetta Mori, archivista presso l'Archivio Storico capitolino che ha curato tra l'altro il riordinamento e l' archiviazione dei documenti di antiche famiglie romane come i Cenci, i Ghisleri, i Piccolomini, i Boccapaduli,... e la cui ultima opera è dedicata a Isabella de'Medici "L'onore perduto" ed. Garzanti (link per l'acquisto).

Tra i presentatori anche il Prof. Luca Marcozzi, docente di Letteratura Italiana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università Roma Tre che ha incentrato il suo intervento proprio sugli intrecci letterari avvenuti tra le più note letterate dell'epoca come Acciaiuoli o Scrovegni e Petrarca e Boccaccio.

Ha mediato gli interventi Julia L. Hairston, direttrice del Centro Studi di Roma della Università della California, membro dell' Institute for the Advanced Studies e Presidente della Society of Early Modern Women.



Autographa II.1 Donne, sante e madonne (da Matilde di Canossa ad Artemisia Gentileschi)
A cura di Giovanna Murano
editrice La Mandragora

pagg. 280
anno 2018

Link  per l'acquisto
Feltrinelli

Mondadori 






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venerdì 16 marzo 2018

Fiera dell'editoria delle donne- feminism









La Fiera dell'editoria delle donne- feminism si è svolta la scorsa settimana dall'8 all'11 marzo, per celebrare la Giornata Internazionale delle donne, a Roma alla Casa Internazionale delle donne.

Alla Fiera hanno partecipato quasi settanta case editrici provenienti da tutta Italia che pubblicano libri su o di donne o approcciano tematiche di genere, che si occupano di studi di settore come l'editrice Viella che pubblica le ricerche e gli studi della Società Italiana delle Storiche o DWF.

Ma ci sono anche libri di editori maggiori come Mondadori o Rosenber&Sellier o chi ha delle collane dedicate in una più ampia proposta di offerte come “Le Ginestre”, la collana “fiorita” dalla scelta editoriale della Herald Editore o ancora come le guide di Iacobelli editore “Roma percorsi di genere femminile” voll. I-II per scoprire proprio partendo dalla Casa Internazionale delle Donne i luoghi più significativi della città, sulle tracce delle donne che hanno fatto la storia di Roma.

E c'è stato spazio anche per i bambini con case editrici come Milena edizioni che propone, tra le altre, la fiaba “Il segreto delle principesse” in cui una delle sorellastre di Cenerentola, Genoveffa, è triste perché convinta che solo la bellezza possa portarle l'amore ma quando invece decide di reagire e di dedicare un po' di tempo a se stessa con lunghe passeggiate, costruendosi una bicicletta...scoprirà che “la vera bellezza che porta all'amore e alla gioia è solo quella interiore” e non nei falsi miti e aspettative sociali.


Ci sono poi delle case editrici minori delle vere e proprie chicche come l'Ortica edizioni (ne avevamo già parlato qui) o Editoria&Spettacolo che si occupa di pubblicazioni artistiche su teatro, cinema, musica...ma ci sono anche le edizioni “storiche” come Eidos o Leggendaria.


Tante poi le novità editoriali come il libro “Tinissima” di Elena Poniatowska su Tina Modotti, edito da Nova Delphi o la nuova rivista letteraria “Didala” di Del Bucchia editore o ancora i divertenti libri epistolari de L'Ombra che si presentano con copertina richiudibile, affrancabile e spedibile e che sono particolari anche nei temi proposti da Jean Austen a Virginia Woolf a Anna Kulisciov e le sue lettere d'amore a Turati “Io in te cerco la vita”, presentato proprio in fiera l'8 marzo.

E tante altre sono state le presentazioni in questa tre giorni editoriale da “Austenmania” con Ginevra Bompiani e Lidia Ravera, alle anticipazioni di libri come “Piuttosto m'affogherei. Storia vertiginosa delle zitelle” di Valeria Palumbo per L'enciclopedia delle donne o ancora “Scrivere con inchiostro bianco” di Maria Rosa Cutrufelli per Iacobelli editore, presentato da Mariastella Luppolis presente anch'essa con il suo ultimo romanzo “Raccontami tu” edito da L'Iguana, espositrice presente alla fiera.

E poi ancora tanti approfondimenti giornalieri con ospiti del settore editoriale e letterario per parlare e confrontarsi sui perché e sui per come: perché puntare sulle donne per fare libri? L'importanza delle biblioteche ma anche delle traduzioni. 

Ma anche momenti di confronto su temi da sempre presenti alla Casa come la violenza maschile sulle donne con la presentazione della raccolta italiana de #quellavoltache Storie di molestie, i cui brani sono stati letti anche da Asia Argento o l'incontro sul libro di Naomi Alderman "Ragazze elettriche. Il mondo nelle mani delle donne" curato da Nottetempo e InQuiete Festival di scrittrici a Roma con Barbara Leda Kenny e Laura Marzi.


Insomma una tre giorni ricca di spunti, argomenti per lettrici, lettori e personale del settore editoriale.

Un'esperienza che ha coinvolto realtà editoriali e visitatrici venute da tutto il paese e che si spera venga ripetuta e ampliata ancora di più per un prossimo anno con l'augurio che possa svolgersi sempre nei locali e nel chiostro della Casa che ha visto affluire ai suoi piani donne che abituate a cercare un aiuto e un conforto in quei giorni hanno potuto trovare anche quello di un buon libro dedicato a loro.








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