venerdì 20 febbraio 2015

Anne che ispirò perfino Virginia


Almanacco del 20 Febbraio:


Anne Clough da sempre fu coinvolta nell'educazione di bambine, ragazze e donne


Nasce oggi, Anne Jemima Clough, prima Rettora di uno dei College femminili più prestigiosi, colei cui dobbiamo tutte qualcosa, perfino Virginia Woolf.

Anne, nasce il 20 febbraio 1820 a Liverpool da James Buthler Clough e da Anne Perfect. La sua famiglia di buone origini, dopo un tracollo finanziario cerca di riprendersi dedicandosi al commercio, così che suo padre si trasferisce a Liverpool per commerciare con il cotone, città dove sia Anne, sia i suoi fratelli nasceranno. A soli due anni però si trasferisce con la famiglia negli Stati Uniti, in Carolina sempre per seguire gli affari del padre, a Charleston. Qui però trascorse parte dell’infanzia solo con il suo fratello minore, visto che gli altri furono mandati in madrepatria per avere un’istruzione.


La vita per Anne in America non fu semplice perché i suoi, proiettati ancora solo verso la madrepatria, non le permettevano un’assimilazione con le persone del posto né le permettevano di frequentare la scuola per non perdere la loro identità inglese che il padre severamente non perdeva occasione di ricordarle. Lasciata sola anche dopo la partenza del fratello più piccolo che da buon maschio era partito anch’esso per ricevere un’istruzione in Inghilterra, Anne ebbe tante occasioni per riflettere sulla natura e condizione umana, soprattutto, guardando il porto che si vedeva dalle finestre di casa sua, poté riflettere sulla malvagità della schiavitù, che riuscì a “toccare con mano” grazie al fratello maggiore, Charles che, tornato in America, la portò con sé in un viaggio in Georgia, Virginia, Philadelphia, New York fino a Montreal. Nel 1863 tuttavia la famiglia abbandonò definitivamente Charleston per tornare in Inghilterra, a Liverpool. Tornati in città il padre di Anne decise, insieme con altri attivisti, di aprire una Scuola Nazionale Gallese dove Anne poté insegnare alle ragazze.

Anne, a differenza dei suoi fratelli, in quanto donna, come visto, non ebbe un’istruzione organizzata ma ricevette un’adeguata cultura a casa anche grazie alla mamma, appassionata di storia e letteratura, e ai numerosi libri che i fratelli le portavano da leggere. Così Anne oltre alla scuola gallese volle tenere corsi ad una scuola domenicale e perfino presso il suo domicilio a gruppi di ragazze, ormai adulte, per “dare loro consapevolezza del mondo in cui vivono[1].

Purtroppo però la vita di Anne cambia drasticamente, il suo fratello più dotato per gli affari si ammala di febbre gialla a Charleston dove era tornato per affari e lì muore nel 1841, suo padre tracolla negli affari e la famiglia tutta, cade nell’ indigenza. Nel 1843 muore anche suo padre tornato dalle Americhe ammalato e prostrato. In queste condizioni la famiglia si sposta in una casa più piccola ed è costretta a farsi aiutare da parenti ed amici, Anne cerca una sua strada per aiutare la sua famiglia a restituire i soldi prestati, pensa così di diventare un'educatrice, di aprire una scuola a casa sua e nonostante lo scetticismo dei suoi familiari, l’iniziativa ha successo.
La sua scuola, anche se con sole 3-4 alunne, andrà avanti per ben quattro anni, fino al 1846 quando Anne deciderà di chiuderla ma rimarrà comunque ancora coinvolta nella scuola domenicale e in quella Nazionale, avviando anche un progetto di Letture per donne, da tenersi in itinere.


Placca apposta a Liverpool sul luogo di nascita di Anne,
dalla Società Storica di Lancashire e Cheshire,
foto di TonyMo22
Nel 1852 si trasferisce ancora una volta, ad Ambleside, con sua madre. Qui, istituisce una vera e propria scuola per bambine della classe media i cui genitori, spesso, non molto abbienti non avevano l’abitudine né la volontà di mandare i propri figli a scuola, tanto meno le ragazze; questa esperienza le sarà di grande importanza perché si metterà a confronto con un’organizzazione strutturata di un istituto vero e proprio, sorto ad Eller How; una sua alunna ricorderà: “Non posso mancare di riconoscere che il suo scopo era quello di metterci nelle condizioni di essere utili, donne che avrebbero saputo aiutare, capaci e caparbie, quando sarebbe arrivato il momento per noi di prendere la nostra parte di lavoro nel mondo[2].

Purtroppo i periodi difficili però non sono superati, nel 1860 muore sua madre e l’anno dopo  il suo adorato fratello Arthur a Firenze, dove Anne accorre al capezzale. Non c’è dubbio che questi anni sono per lei durissimi, i più difficili della sua vita, in cui, insegnamento a parte, si sente imprigionata in un’esistenza di difficoltà, contrapposte alla realtà che cominciava invece a sorridere alle donne, donando loro nuove possibilità di cui essa stessa a volte parla, così come si esprime su quelle donne che avevano avuto modo invece di potercisi dedicare: “Crescevano inquiete come uccelli, con la loro intensa passione, intensificata dalla loro voglia di fare[3]. La sua salute ebbe dei contraccolpi e medici e amici le consigliarono di riposarsi, di prendersi un periodo di riposo e di abbandonare la sua scuola. Decise quindi di seguire i consigli del medico e lasciò Ambleside per andare a vivere con la cognata, la moglie di Arthur e aiutarla a crescere e i loro tre figli. Ma prima di partire approntò la scuola affinché continuasse a restare aperta e funzionante. Nominò sua successora la Signora Fleming che la gestirà fino al 1894, The Girls’ Public Day School Company fu poi, nel 1906, la The Girls’ Day School Trust che ha, ad oggi, ben 29 scuole, aperte negli anni, per promuovere l’educazione femminile.
Anne tornerà comunque ogni anno a visitare la scuola e a seguire le “sue” alunne e ad interessarsi delle loro famiglie.


"Anne Clough", William Richmond,
Collezione Newnham College, University of Cambridge. 
Anne, si trasferisce quindi con la cognata ad Combe Hurst, dove non intende riprendere un’attività nello specifico ma cerca di riposarsi, anche se intraprende viaggi in tutto il paese e la vicinanza con Londra la agevola a conoscere  persone per lei molto interessanti con cui confrontarsi sul suo tema preferito: l’istruzione delle donne. Conosce i Carter, parenti della cognata, in particolare lega con Alice Bonham Carter e la Signora Smith, che raccomanderà negli ultimi anni della sua vita al Re di Siam intenzionato a reperire insegnanti in Inghilterra per aprire una scuola femminile a Bangkok, o la Signora Davies e Madame Bidichon o la Signora Bostock.

Erano gli anni in cui alle donne veniva negato l’accesso agli esami di laurea mentre si assisteva alla nascita di scuole superiori femminili: la Queen’s College nel 1848, la Bedford nel 1849, la Cheltentham College e il dibattito era quindi forte, era chiaro che si rendeva reale l’esigenza di poter riconoscere alle donne gli studi fino ai massimi livelli.  Nel 1863 il Comitato Londinese si appellò al Sindacato che preparava le prove di esame per gli uomini affinché approntasse le stesse prove anche per le ragazze, l’esperimento riuscì e nel 1864 un dettagliato resoconto fu inviato al Senato dell’Università di Cambridge chiedendo la definitiva apertura agli esami per le ragazze che venne data nel 1865 e per tre anni, scaduti i quali in realtà divenne definitiva.
Questa esperienza fu importante per molte maestre che videro la necessità di unirsi nell’Associazione di Maestre, che si diffusero in varie città da Londra a Manchester e a Liverpool proprio per iniziativa di Anne stessa: “ Il fatto che l’Università di Cambridge ha mostrato interesse per l’istruzione femminile, ammettendo le ragazze all’ammissione degli esami locali, è stato un gran regalo per l’Unione ed è qualcosa per cui lavorare…”[4].
Nel 1866 Anne decise di dare un suo personale contributo al dibattito sulle mancanze dell’educazione femminile, inviando un suo scritto, basato sulla sua esperienza, alla Commissione istituita per questo scopo nel 1864: The Royal Commission, nota come la Commissione d’Inchiesta della Scuola. Il suo testo “Suggerimenti sull’ Organizzazione delle Scuole Femminili” contiene quindi una descrizione di tutti i limiti dell’educazione femminile che è, secondo Anne, superficiale e non dà stimoli intellettuali, ora con l’apertura alle donne agli esami universitari dei cambiamenti erano però necessari.
Anne passa ad elencare tre punti fondamentali di svolta: “Primo, un piano educativo, in parte composto dai membri delle Università, andrebbe messo a punto dal Governo per supervisionare l’educazione femminile. Secondo, che scuole giornaliere, in edifici solidi, devono essere attivate in ogni città e distretto e queste scuole private devono essere coordinate con le scuole pubbliche per alcune materie ed infine che nelle città più grandi devono essere tenute una serie di Letture sulle materie più importanti[5].
Anne fu invitata a leggere i suoi Suggerimenti nelle varie città  dove erano presenti le Associazioni di Maestre e le sue idee non solo vennero accolte ma favorirono addirittura la collaborazione tra le diverse Associazioni. Così furono istituite Letture da tenersi nelle varie città nonché un Consiglio eletto dalle varie Associazioni delle Maestre nel 1867 che prese il nome di Consiglio del Nord Inghilterra per la Promozione dell’Istruzione Superiore delle Donne. La prima lettura fu a tema astronomico e fu tenuta dalla Signora Stuart, membro del Trinity College, a Liverpool, Manchester, Sheffield e Leeds. Il Consiglio sarà attivo per ben sette anni, in cui Anne fece grande esperienza per quella che di lì a poco sarà la sua avventura più grande.

La Newnham College nel 1895.


Nel 1871 fu infatti invitata a Cambridge dal fondatore delle Letture di quella città, il signor Sidgwick, per occuparsi di un ostello che avrebbe dovuto accogliere le studentesse che avrebbero voluto prendere parte alle Letture tenute lì o nei dintorni. Anne accetta solo dopo qualche insistenza e si trasferisce a Cambridge ma subito capisce che la sede, nel centro della città, non è adatta e aiuta a cercare la sede più propizia, dopo qualche ulteriore trasferimento, finalmente la sede definitiva viene costruita in quella parte di Cambridge che si chiama Newnham, da cui appunto prenderà il nome di Newnham College; grazie ai suoi contatti e sforzi, Anne riesce a racimolare i fondi per la costruzione di quella che oggi è la Old Hall, finita nel 1880.
L’anno seguente nel 1881 finalmente il Sindacato dell’Università di Cambridge riunito, delibera il riconoscimento dei Colleges preposti all’istruzione femminile finalizzata al riconoscimento degli Esami di laurea; da ora le donne erano certe di vedere i loro sforzi negli studi, riconosciuti venendo ammesse di certo agli esami universitari, ottenendo un certificato firmato dal Vice Cancelliere dell’Università.

Già dal 1876 Anne ha tutta l’organizzazione della Newnham nelle sue mani, la responsabilità delle ragazze, della loro salute, del loro tempo libero, delle letture e della struttura, occupandosi anche della Segreteria e della burocrazia. Si occupava inoltre dell’istruzione di ciascuna ragazza,  confrontandosi con ciascuna di loro sul proprio lavoro e sulle letture suppletive o di supporto se necessarie, e raffrontandosi poi infine anche con il signor Sidgwick. Tutto questo però con il passare del tempo e l’aumento considerevole delle iscritte e anche delle condizioni di salute di Anne dovette essere organizzato in un Comitato Educativo e in una Segreteria, tenuta dalla Signora Kennedy, con  Alice Bonham Carter quale Tesoriera, dopo la creazione della Newnham Hall Company, nata dalla fusione tra l’Associazione Letteraria, di cui Anne era presidentessa, e il Consiglio della Newnham Hall.

Il Cancello dedicato ad Anne all'interno della Newnham nel passaggio che unisce le due ali più antiche, che il College volle dedicarle dopo la sua morte. Anne infatti non riuscì a vedere l'unione delle strutture ma vi si era dedicata molto.
Foto di Keith Edkins.
Quello che caratterizzò la sua visione educativa fu che per lei la studentessa doveva essere seguita nelle sue inclinazioni, voleva che ciascuna alunna imparasse quello che era più confacente alle proprie predisposizioni anche se non era materia d’esame. L’istruzione per Anne era infatti uno strumento per prepararsi alla vita.

Con il passare del tempo tuttavia, i suoi numerosi interessi, sempre in campo educativo, se non la scalfirono in modo evidente, fecero preoccupare più di una volta i suoi amici che la vedevano sempre più affaticata e stanca. Anne teneva infatti anche incontri nelle scuole di varie città, visitandone fino a cinque- sei nella stessa giornata; riceveva visitatori esteri interessati a quello che stava accadendo all’ educazione femminile in Inghilterra; viaggiava per il paese inaugurando scuole femminili rette da sue ex allieve, senza scordarsi di tornare a Ambleside nella sua prima scuola. Fece parte di varie commissioni create per eleggere le prime Presidi di scuole in Australia, così come incontrò il re di Siam  e gli suggerì la sua amica Smith come insegnante della scuola che il sovrano voleva aprire a Bangkok.




foto di Julia&Keld 
La sua salute era quindi messa a dura prova e malesseri vari si fecero sentire già dall’ inizio di Febbraio del 1862 quando ebbe degli attacchi respiratori e visitata dal medico, questo concluse che il suo cuore era in pessime condizioni. Curata da una delle sue nipoti, dalla cognata e da alcune sue assistenti della scuola, trascorse giornate a letto, debole ma sempre vigile e interessata a ciò che accadeva nella scuola e alla vita delle sue allieve. Il 27 Febbraio, guardando fuori dalla finestra, spirò dolcemente. Fu cremata, come da suo volere, a Grantchester, vicino Cambridge.

Nel suo ultimo discorso alle alunne che lasciavano il College nell’estate del 1861, qualche mese prima di morire, disse: “La porta è aperta ai piacevoli pascoli del sapere della vita, dove, per alcuni anni, credo, avete avuto istruzione e avete equipaggiato voi stesse per quello che succederà (…), State per costruire una nuova vita per voi stesse nelle vostre case o nel lavoro attivo. Sicuramente non dovrete avere paura; avete acquisito forza, avete acquistato potere, sarete in grado di creare qualcosa di piacevole e soddisfacente intorno a voi[6]. E alle sue alunne che restavano in casa, diceva: “Ovunque viviate, c’è sempre del lavoro da fare ma lasciate del tempo per speciali doveri domestici e per viaggiare[7] e soprattutto “Due o tre ore al giorno prendetevele per voi stesse[8].

Non sarà un caso se proprio la Newnham ispirerà Virginia Woolf per il suo “Una stanza tutta per se’ ”.

Nel suo College, negli anni hanno studiato: Sylvia Plath, Rosalind Franklin, Germaine Greer, Emma Thomson.

Il Newnham College è tutt’ora una pregiata istituzione dedicata alla sola istruzione femminile.





Traduzioni a cura di Silvia Palandri




[1] CLOUGH B. A., “ A Memory of Anne Jemima Clough”, London, Ed. Edward Arnold, 1897, pag. 17.
[2] Ivi, pag. 94.
[3] Ivi, pag. 96.
[4] Ivi, pag. 110.
[5] Ivi, pag.114.
[6] Ivi, pag. 251.
[7] Ivi, pag. 247.
[8] Ibedem.

giovedì 12 febbraio 2015

Katharine che dipinse e raccontò il proibito

Almanacco del 12 Febbraio:

Katharine in abiti cinesi.



Naceva oggi, la pittrice che raccontò e dipinse anche il proibito, scegliendo per sé una professione scomoda, non riconosciuta, che studiò con i grandi e che portò il suo talento al servizio dei reali del mondo ma che fu vittima dei pregiudizi della sua epoca che non seppe apprezzare mai fino in fondo la sua opera, pregiudicando il suo nome ai posteri. Lei fu, Katharine Augusta Carl.

Katharina A. Carl nasce il 12 Febbraio 1865 a New Orleans dal capitano Francis Augustus Carl e da Mary Breadon parente di Hester Bredon moglie di Sir Robert Hart a cui Katharina dedicherà le sue memorie cinesi.

Katharine aveva un fratello, Francis Augustus Carl, ufficiale del governo, lavorò fino alla sua pensione, nel 1912, per la Dogana della Imperiale Marina Cinese, intervenendo come delegato per la Cina nella Commissione internazionale dell’Oppio nel 1909 a Shanghai e ancora nel 1911.[1]

Rimasta orfana di padre, dopo la guerra di secessione, si sposta con la madre e il fratello a vivere in Tennessee, a Memphis ma partirà di lì a poco per Parigi dove è intenzionata a studiare arte per diventare pittrice. Nel 1878  quindi frequenta i corsi di Charles Louis Müller, membro dell’Accademia di Belle Arti di Parigi e dell’Istituto dei Francesi, da cui apprende soprattutto la tecnica ritrattistica. Dopo circa due anni però torna in Tennessee dove perfeziona i suoi studi presso l’Accademia Femminile Statale diplomandosi “Master of Art” nel 1882. Apre quindi un suo studio e laboratorio dove tiene anche lezioni d’arte. Nel 1884 tuttavia è di ritorno a Parigi per frequentare l’ Accadémie Julien, l’unica scuola di arte aperta alle donne e che consentiva di frequentare a uomini e donne, seppur in corsi separati, le stesse materie fin dalle basi: disegno e pittura, nudi inclusi. 
"In the Studio", in 'The Accademie Julien in Paris',
Marie Bashkirtseff, 1881. 

L’Accademia infatti preparava alla prestigiosa scuola delle Belle Arti che però rimaneva preclusa alle donne; mentre l’Accademia tuttavia riusciva ad offrire a tutti, uomini e donne, corsi di elevata qualità con i più importanti pittori ed insegnanti, così da diventare essa stessa un punto di riferimento per artisti ed artiste di tutto il mondo, acquisendo fama, prestigio e adesioni a livello internazionale.

Katharine, all’Accademiée Julien, perfezionò ancora di più la tecnica ritrattistica nello stile accademico, classico studiando con insegnanti della fama di William Bouguereau, Tony Robert- Fleury, Hector Le Rox e Gustave Courtois.

La sua notorietà come ritrattista la portò quindi in giro per il vecchio continente dove a Londra diventa membro della Società Internazionale delle donne pittrici nonché della Società parigina degli Artisti francesi per la quale esponeva le sue opere nei Salon; dal 1886 al 1889 e dal 1895 al 1899.[2]

In Africa dipinge il ritratto del Principe algerino El Hadj ma il suo ritratto più noto sarà quello che riuscì a farsi commissionare in Cina.

Partita nel 1903, al suo arrivo a Pechino le viene chiesto se fosse interessata a ritrarre l’Imperatrice cinese, ma l’artista in quel momento non ne aveva la possibilità ma solo la speranza, visto che nessun occidentale, né cinese, poteva entrare nella Città Proibita e tanto meno ritrarre l’Imperatore o l’Imperatrice viventi, poiché per i cinesi il ritratto era un’usanza riservata ai defunti e quando anche Sir Richard Hart, di cui Katharine era ospite, liquidò la cosa come impossibile, la questione fu chiusa. Dopo però sei mesi la proposta fu di nuovo messa in cantiere dalla Signora Conger, moglie del ministro della Lega Statunitense in Cina, istituzione nata dopo la rivoluzione dei Boxer, che riuscì a far accettare la proposta all’Imperatrice Cixi per un dipinto da mostrare poi all’Esposizione Universale di Saint Louis del 1904.

Katharine sarà pittrice disegnatrice artista della Corte Imperiale cinese dell'Imperatrice Katharine così fu accolta nel Palazzo Imperiale all’interno della Città Proibita, dove visse per quasi un anno, ospite dell’Imperatrice che la accolse e la ospitò sempre con tutti i maggiori riguardi, tanto che alla sua partenza la fregiò dei titoli dell’Ordine del Doppio Dragone e della Perla Fiammeggiante, oltre che di un cane pechinese scelto tra i suoi personali cani da compagnia.




L’impatto iniziale per Katharine non fu semplice nonostante la bellezza dei luoghi, degli appartamenti, la sontuosità dell’ambiente e le cortesie a lei riservate, Katharine sentiva infatti tutto il peso dell’importanza di essere lì: “La prima straniera a domiciliare in una residenza del Figlio del Paradiso dai tempi di Marco Polo[3] . Ma il suo soggiorno fu subito ricco di emozioni, e soprattutto relazioni umane, caratterizzate dalle mille attenzioni che l’Imperatrice le riservava: “Dubito che un Cinese alla Corte Europea, perfino alla nostra Casa Bianca, sarebbe trattato con la stessa considerazione da tutti, servitù compresa .[4]

La sua opera tuttavia nell’Esposizione nonostante sia l’unica immagine dell’Imperatrice regnante di un paese, la Cina, con cui il resto del mondo, Stati Uniti in primis, intrattengono legami politici ed economici, non suscita il meritato riconoscimento; vittime entrambe degli stereotipi, artista e Imperatrice cinese, suscitano curiosità ma non il dovuto rispetto, come ci testimonia una voce dell’epoca: “ Il mio stupore fu grande quando mi fu detto che quello era il lavoro della signora americana. Sembra che l’imperatrice abbia dato un suo tocco personale allo stile. E’ rappresentata rivolta direttamente verso lo spettatore, con una faccia larga e paonazza appartenete ad una trentenne, artificialmente dipinta, e assolutamente piatta, senza alcun gioco d’ombra. Il risultato generale comunque non sembra possa aumentare la sua reputazione come pittrice [5].

Colpita dalle tante dicerie sull’Imperatrice cinese, l’ultima della dinastia, Katherine decide di scrivere le sue memorie che verranno pubblicate nel 1907 dal titolo “Con l’Imperatrice Dowager di Cina” pur sapendo che avrebbe infranto quel senso di riservatezza tipico dello stile e cultura cinesi ma “ Dopo il mio ritorno in America ho costantemente visto o sentito, riportate da giornali, dichiarazioni a me attribuite che io non ho mai fatto. Sua Maestà era rappresentata come se mi avesse minacciata e forzata a dipingerla giovane e bella! [6].
l'Imperatrice cinese Cixi Dowager


Ho deciso dunque che in giustizia della mia Augusta Patrona, nonché verso me stessa, devo correggere queste affermazioni e scrivere una relazione veritiera e completa della mia vita a Palazzo e della mia esperienza nel dipingere il ritratto di Sua Maestà, l’Imperatrice Dowager e questo mi sembra che sia l’unico modo[7], sebbene: “So che pubblicando questo resoconto corro il rischio di offendere la sensibilità dei miei amici cinesi (…) Facendo questo, trasgredirò un’altra regola di lungo corso della ‘convenienza’ cinese, che fa di ogni commento, positivo o negativo, sulla Sacra Persona di Sua Maestà, uno strappo all’etichetta[8] ma “Ho deciso di correre il rischio di incorrere nella loro disapprovazione e riprovazione, perché sono sicura che quello che ho da dire, servirà a chiarire certe incomprensioni e a mettere Sua Maestà l’Imperatrice Dowager sotto una luce più favorevole[9].

Queste memorie senza poterlo sapere sono la testimonianza degli ultimi anni di un Impero che non resisterà all’impatto con la modernità. 
L'artista Katharine ci delinea infatti un quadro completo della vita di corte dai riti, alle audizioni, dalla vita quotidiana fatta di passeggiate o gite sul lago alle cerimonie religiose, dalle descrizioni folkloristiche accompagnate da indicazioni antropologiche a descrizioni culinarie, dalla composizione della società cinese in generale ai loro usi e costumi come quello di vendere i propri figli o portare le proprie figlie a far servizio a corte con la speranza di dar loro una vita migliore. Così apprendiamo che nella Cina di inizio novecento le vedove non possono risposarsi e devono portare il lutto a vita, potendo però scegliere di adottare un figlio non loro, e che le ragazze che scelgono di non sposarsi alla loro morte vengono onorate con monumenti pubblici, eretti con l'aiuto di tutta la comunità se la famiglia è indigente, perché le vergini sono venerate.[10]La dinastia dell'Imperatrice Tzu-Hsi, Cixi, dei Qing apparteneva all'etnia dei Manchu le cui caratteristiche sociali sono ben delineate da Katharine come ben distinte da quelle dei cinesi. L'esempio importante che la pittrice porta é l'usanza dei cinesi di fasciare i piedi alle donne, un' usanza che tuttavia le donne manchu: "Loro non solo non hanno mai fasciato i loro piedi ma ne hanno orrore tanto quanto gli europei. Le donne manchu sono meno circoscritte e godono di più libertà individuale di ogni altra donna orientale. Di fatto, le donne della Manciuria sono agli occhi delle altre donne orientali l'equivalente di quello che le donne americane sono per le sorelle europee"[11] . 

Completato il suo ritratto per l’Esibizione, Katharine viene invitata dall’Imperatrice stessa a rimanere ancora a Palazzo per farle altri ritratti; in tutto l’artista ne farà ben quattro prima di decidere che ormai la sua strada era fuori dalle dorate mura imperiali.

Tornata nel Tennessee, fonda con altri, il Museo delle Arti Brooks a Memphis nel 1916 entrando nella sua amministrazione e giuria anche se continuerà saltuariamente a recarsi in Cina dove nel frattempo la società era cambiata tanto che  Katharine verrà anche invitata a tenere lezioni universitarie dove porterà la sua testimonianza di vita dall’impero alla modernità che la Cina stava vivendo[12].

Aprì infine un suo studio a New York dove decise di vivere e dove portò avanti il suo lavoro fino alla sua morte avvenuta nel 1938, il 7 Dicembre.

L'opera più famosa di questa straordinaria artista, pittrice, è, e resta, proprio il ritratto dell’ultima Imperatrice Cinese, Tzu Hsi, Cixi, “Dowager”, che fu regalato a Roosevelt proprio per volere della Regnante Cinese[13] e che fu poi donato alla collezione dell’Istituto Smithsonian, dove tutt’ora risiede.

"Ritratto dell'Imperatrice Dowager Cixi"


Traduzioni a cura di Silvia Palandri




[1]  SHAVIT David, “The United States in Asia: A Historical Dictionary”, Ed. Greenwood Publishing Group, 1990, pag. 80.
[2]" Kate Augusta Carl- The Tennessee Encyclopedia of History and Culture" - Published » December 25, 2009 | Last Updated » January 01, 2010  http://tennesseeencyclopedia.net/entry.php?rec=199
[3] CARL K., “With The Empress Dowager”, New York, The Century Co., 1905, pag. 14.
[4] Ivi, pag. 61.
[5] RUXTON C. I., a cura di , “The Semi- official Letters of British Envoy Sir Ernest Satow from Japan and China (1895- 1906)”, Ed. Lulu.com, 2007., pag. 407.
[6] CARL K., “With The Empress…”, Op. Cit., pag. XXI
[7] Ivi, pag. XXII.
[8] Ivi, pag. XXIII.
[9] Ivi, pag. XXV.
[10] Ivi, pag. 45.
[11] Ivi, pag. 63.
[12]  Si veda il suo contributo presso l’Università di Clarke: "Una valutazione personale del carattere dell'ultima Imperatrice Dowager, Tze- Hsi"  by Katharine A. Carl, pittrice del ritratto dell'ultima Imperatrice Dowager"  (http://library.uoregon.edu/ec/e-asia/read/carl-3.pdf).
[13] CARL A. K., “With The Empress…”, Op. Cit. pag. 299.



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