mercoledì 13 luglio 2016

Una per tutte, tutte per una







Nella home page del sito culturale della BBC è visibile nell'editoriale la lista dei migliori 100 scrittori inglesi, stilata lo scorso anno. Nello stesso periodo, in Dicembre, anche in Italia si apriva la questione della presenza femminile in liste e classifiche di libri da cui le autrici erano state estromesse e non solo le scrittrici italiane ma le autrici e basta, fossero Alice Munro o Annie Ernaux, Michela Murgia o Concita de Gregorio. 
Nella lista della BBC la maggior parte degli scrittori inglesi, sono scrittrici; tra i primi dieci posti, sei sono donne tra cui il palmares del terzo e secondo posto detenuto da Virginia Woolf e del primo di George Eliot, un avvenimento che ha portato lo stesso fautore della classifica ad una riflessione.
A favorire questo risultato che vede su un totale di cento autori il 40% di autrici nei posti apicali, è stato innanzitutto il fatto di non prendere un arco temporale a riferimento ma questo non basta a giustificare una presenza così imponente della scrittura femminile che evidentemente ha sorpreso e creato la necessità di indagare e riflettere.
In Inghilterra, come negli Stati Uniti, le classifiche degli anni precedenti non avevano mai dato risultati così squilibrati in favore delle autrici, infatti quello che in questa lista ha dato un risultato così differente è stato il punto di vista.
La lista dei 100 migliori scrittori inglesi, che non ha tenuto conto di riferimenti temporali, è stata infatti stilata da critici non inglesi. I critici letterari interpellati erano americani, indiani, australiani... ma non inglesi e parimenti suddivisi per genere.

"George Eliot" , Mary Ann Evans
Una lista quindi che non a caso resta, seppur dopo un anno, nella home page del sito, è una lezione che gli inglesi hanno preso da questa classifica ma che possiamo prendere anche noi, che lo scorso anno degli stessi tempi non abbiamo fatto invece altro che criticare le autrici che reclamavano maggiore visibilità. 
La classifica della BBC dimostra che le autrici valide ci sono eccome ma non solo hanno lasciato e lasciano un segno indelebile non solo nella nostra cultura ma anche in quella degli altri, contribuiscono insomma a creare una cultura collettiva e condivisa, le autrici votate infatti non sono state scelte in quanto donne ma votate con criteri prettamente letterari come la ricchezza di linguaggio, la forza espressiva, lo stile.

Ma questa esperienza insegna, anche a noi, l'importanza della rappresentanza, lì dove le donne ci sono contribuiscono a un cambiamento di valutazione  e terzo aspetto, non meno importante, questa riflessione è stata resa possibile da questa classifica stilata da critici che vivono e appartengono a culture diverse: essersi confrontati costruttivamente con l"altro" ha dato un raccolto pieno di frutti per tutti e a cui tutti dovrebbero attingere.

Ce ne è da pensare e riflettere anche per noi quindi che invece lo scorso anno abbiamo ridotto tutto al "solito isterismo femminista" come ben delineava Loredana Lipperini. Qui si tratta più seriamente di opportunità che alle donne dovrebbero essere date, scrittrici e non, e la cui discriminante dovrebbe essere esclusivamente il merito e non il genere di appartenenza.
Per questo nonostante la data indichi quella di un anno fa, la classifica è ancora nella home page della BBC, per questo esiste questo post...perchè la questione dell'opportunità per le donne è una questione che non conosce limitazioni temporali.

Mary Shelley