venerdì 20 ottobre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #51















#51 The Young Victoria


Restiamo in Inghilterra anche questa settimana per parlare di un film del 2009 che ci parla di una delle Regine più longeve e amate della Storia, una delle poche che compare da sempre sui testi scolastici e riempie scaffali da secoli!.

Parliamo infatti della Regina Vittoria il cui regno fu uno dei più lunghi e la sua figura di sovrana ha influenzato un'intera epoca. Il film ci narra dei suoi primi anni di regno, delle titubanze, incertezze fino all'amore con Albert che sarà il suo degno compagno di vita e regno. il film vinse l'Oscar per i costumi nel 2010.

Trama:
La giovane Vittoria è una ragazza quando apprende che il Re Guglielmo IV muore lasciando il trono d'Inghilterra vacante...lei è l'erede destinata a ricoprire il trono ma la sua giovane età crea malcontento e preoccupazione non solo presso il Governo ma anche a Corte. Lei stessa è impaurita dalla responsabilità che le spetta tuttavia non ci pensa a fare un passo indietro ma è pienamente consapevole del suo ruolo che vorrà adempiere nei migliori dei modi.

Nel frattempo sua madre prende la reggenza finché la ragazza non avrà la maggiore età e occuperà il suo tempo a prepararsi ai suoi doveri e responsabilità. In Europa si comincia a pensare a darle un marito capace di guidarla e nella più profonda tradizione diplomatica e aristocratica si comincia a fare rose di nomi di principi da proporre.
Anche suo zio il Re Leopoldo I del Belgio vuole farle conoscere il Principe Alberto che intanto viene educato ai gusti e alle preferenze della futura regina così che l'incontro tra loro possa andare per forza bene.
Tra i due effettivamente nasce subito una grande intesa ma soprattutto perchè Vittoria capisce quanto il Principe Alberto al di là della preparazione che gli hanno fornito sui suoi gusti musicali, di lettura...sia per lei una fonte di confronto e crescita quando sono semplicemente loro stessi senza forzature.
Iniziano a scriversi anche se Vittoria comincia anche a doversi difendere dagli intrighi di Palazzo che sua madre stessa le prepara per andare incontro al suo amante che vuole a tutti i costi che sua madre detenga il potere il più al lungo possibile.
Il tempo passa e Vittoria studiando e preparandosi arriva alla maggiore età sentendosi pronta a prendere le redini del suo Stato grazie anche a suo marito Albert che le resta accanto e che nonostante sia visto come uno straniero in realtà appoggerà sempre riforme e iniziative politiche nel solo favore del regno inglese. I due saranno indivisibile e affronteranno le prove e le bellezze che la vita riserverà loro dall'attentato contro Vittoria alla nascita dei loro figli...


Scelto perchè:
La Regina Vittoria è una delle poche protagoniste femminili che i libri di storia ricordano e celebrano e la sua vita personale e politica soprattutto è un grande esempio ancora oggi in cui le donne faticano ad accedere alle istituzioni e alla vita politica.



Titolo: the Young Victoria
Nazionalità: UK
Duarata: 100 min
Anno: 2009
Regia: Jean Marc Vallée
Produzione: Martin Scorsese, Sarah Ferguson
Cast: Emily Blunt, Rupert Friend, Miranda Richardson



martedì 17 ottobre 2017

Non solo Rosa...





Molte grandi scrittrici erano anche appassionate di giardino, dei propri giardini che curavano con passione e attenzione proprio come le loro opere letterarie.
Virginia Woolf ad esempio e il suo a Monk's House o ancora Beatrix Potter nella sua tenuta del Distretto dei Laghi o ancora Vita Sackville West che oltre a scrivere raffinati romanzi impiegò la sua attività creativa anche progettando veri e propri giardini, come quello della sua residenza di Sissinghurst Castle meritandosi l'elogio e l'ammirazione di molti professionisti giardinieri (oggi diremmo paesaggisti). Tenne anche una rubrica settimanale di giardinaggio per l'Observer e per quindici anni si impose al pubblico anche come esperta giardiniera tanto che ancora oggi è un punto di riferimento anche per i vivaisti contemporanei.

A lei si deve la riscoperta nel giardino abbandonato quando acquistò il Castello nel 1931, di una rosa molto antica che ora porta il nome della sua tenuta, Sissinghurst Castle appunto. Il suo giardino divenne infatti fonte di ispirazione anche per i suoi contemporanei appassionati, coltivatori, fiorai tra cui Costance Spry, la flower designer talmente brava che ricevette l'incarico nel 1956 per gli addobbi per i festeggiamenti dell'incoronazione di Elisabetta II d'Inghilterra.

Costance iniziò la sua carriera casualmente come vetrinista di una profumeria di un amico negli anni '20 ma il suo successo fu immediato e costante, infatti rivoluzionò le regole della composizione floreale. Oggi è praticamente normale trovare centritavola, addobbi, bouquet con diversi elementi ma ciò che per noi è ormai acquisito in realtà lo dobbiamo a lei, alla sua creatività e al coraggio che ebbe di sfidare le regole che fino ad allora si usavano per il flower design.
Costance infatti ideò, per la prima volta, composizioni che contemplavano oltre ai fiori di stagione anche tutti gli altri elementi che il periodo stagionale offriva come frutti, ortaggi e foglie, abbinamenti che riscossero subito molto consenso e l'avviarono con successo al mestiere di flower design a cui ancora oggi dobbiamo molto.
Alla sua morte, nel 1960 David Austen, un istituzione tra i creatori di rose inglesi, le dedicò una sua nuova creazione, una rosa a coppa dal colore chiaro e profumatissima che appunto chiamò Costance Spry. Lo stesso Austen quest'anno ha dedicato la sua nuova creazione ad un'altra artista: Vanessa Bell, arredatrice e pittrice di fine ottocento, nonché sorella di Virginia Woolf.

E poteva mancare una rosa dedicata a Jane Austen nel suo duecentesimo anniversario? No di certo ed infatti dall'Inghilterra ecco la rosa Jane Austen dal colore pastello, un albicocca delicato e dal profumo intenso.

Ma anche il nostro paese, altrettanto dedito ed apprezzato per i suoi giardini e giardiniere-i, deve molto alle donne.


A Roma, il noto roseto comunale è stato ideato dalla Contessa Mary Gayley Senni che sul Colle Oppio negli anni trenta del '900 dedicò acri alle rose più preziose e istituì in quell'occasione il prestigioso premio di Roma nel quale la rosa più bella tra le nuove create viene, ancora oggi, premiata da una giuria internazionale.
Il roseto però fu poi distrutto durante il conflitto mondiale e solo successivamente ripristinato nella sua sede attuale all'Aventino e impreziosito da nuove e rare specie di rose, ad oggi ci sono più di mille esemplari da tutto il mondo.

Rosa tipo Tudor, "Lea" Renaissance.



Quest'anno ecco la rosa dedicata ad Anna Molinari, pensata in onore della fondatrice del noto marchio di moda Bluemarine che da quarant'anni fa grande il nome del Made in Italy anche all'estero.
Nel 2011 un vivaista di San Remo, e dove senno?, ha dedicato una sua rosa alle madri costituenti per festeggiare i 150 anni della Repubblica italiana, chiamandola “Donne d'Italia”; nello stesso anno in Veneto un innestatore ha dedicato una sua nuova creazione alla giornalista Ilaria Alpi e quest'anno ha pensato di omaggiare una delle poete più importanti del panorama italiano per quanto purtroppo poco nota.


Rosa "Mamma mia" Courtyard.
Moderata Fonte, Modesta Pozzo de' Zorzi, infatti fu una poeta molto apprezzata e nota nella Repubblica Veneziana del '500. Sua il Merito delle donne in cui un gruppo di amiche si ritrova a casa di una di loro, Leonora che vedova le ospita nella sua casa, una villa ereditata da una zia che non aveva mai voluto sposarsi e lì lontane da occhi e orecchie indiscrete le amiche si sentono libere di confidarsi e parlare. Così si apprende quanto la condizione femminile è sacrificata e subordinata ai voleri e condizionamenti degli uomini, fossero essi padri, fratelli o mariti e la mancanza di un'istruzione é ciò che pregiudica loro una vera libertà. Leonora, ad un certo punto auspica addirittura il ritorno delle amazzoni ma la più anziana smorza ogni richiamo alla guerra e le riporta alle loro riflessioni che si possono racchiudere nella frase che Corinna, la più rivoluzionaria tra le amiche, ad un certo punto afferma: Libero cor nel mio petto soggiorna, non servo alcun, né d'altri son che mia”.*
La rosa Moderata Fonte, la novità del 2017 è di un rosa intenso e delicato.



* M. Fonte, “Merito delle Donne. Ove chiaramente si scuopre quanto siano esse degne e più perfette de gli uomini”, 1600, pag. 12.






giovedì 12 ottobre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #50

   

# 50 Jane Eyre



Non poteva mancare prima che si concludesse questa rubrica la presenza, tra i film da consigliare, proprio di questo su Jane Eyre nella versione del 1996 di Franco Zeffirelli tra le più coerenti con il libro. L'ultima trasposizione filmica è del 2011 altrettanto lodevole, con Mia  Wasikowska e Michael Fassbender, Judie Dunch e la sceneggiatura di Moira Buffini.



Trama: Jane Eyre  é una piccola orfana costretta a crescere in casa di una zia che la odia e dove non va d'accordo con i suoi cugini, per quanto coetanei. Un giorno spazientita definitivamente da questa situazione la zia decide di farla entrare in un istituto di carità dove il suo temperamento e spirito sensibile e allo stesso tempo ribelle non viene accolto con simpatia né comprensione dalle istitutrici e Jane crescerà chiedendosi sempre quale possa essere la differenza tra lei e le altre mettendosi sempre in discussione. Qui riesce ad avere una sola amica Ellen, la meno uniforme delle altre ma un giorno Ellen si ammala di tisi e muore. 

Diventa un'istitutrice, cogliendo l'occasione di poter andare via dal suo istituto e iniziare così una vita diversa.
Arriva nella casa della piccola Adele, una bambina che le si affezionerà subito e a cui anche Jane riuscirà a volere bene. Qui a Thornfield Hall conosce Edward Rochester, tutore della bambina e proprietario della tenuta in cui succedono episodi spiacevoli e inquietanti come risate notturne o presenze poco rassicuranti.

Tra i due nasce subito una grande affinità che si trasforma in amore seppur all'inizio molto ben celato dall'uomo che alla fine però non può che cedere al suo sentimento chiedendo a Jane di sposarlo.
Nel frattempo la zia di Jane, Reed, muore rivelando l'esistenza di uno zio che lascia tutti i suoi averi a Jane.
Il giorno delle nozze arriva ma si presenta un legale che blocca il matrimonio sostenendo che l'uomo non può sposarsi, perché già coniugato. Si viene a scoprire così che Rochester è già sposato con una donna pazza tenuta rinchiusa proprio in casa e a cui sono da imputare tutte le stranezze che vi accadono.
Jane sconvolta decide di abbandonare la casa e si rifugia dal pastore St. Jhon Rivers da cui riceve accoglienza e supporto.

Con il tempo il pastore si scopre innamorato di Jane e le chiede di sposarlo ma questa richiesta risveglia in Jane il dubbio sui suoi sentimenti per Rochester così decide di tornare alla tenuta ma la trova diroccata. Infatti dalla sua partenza Thornfield Hall è andata bruciata e la moglie di Rochester è morta mentre l'uomo è rimasto invalido. Jane capisce di amarlo ancora e lo cerca, trovandolo su una sedia a rotelle e cieco. L'amore tra i due è ancora molto forte e decidono di sposarsi e coronare il loro sogno d'amore...


Scelto perché:
Charlotte Bronte ci ha regalato un ritratto di donna unico a cui ancora oggi possiamo guardare e nella quale ritrovare i nostri dubbi, le nostre considerazioni ma anche l'esempio di poter cambiare le cose che non ci vanno bene partendo da noi stesse. Jane investendo nella sua istruzione ha trovato il modo di emanciparsi da una realtà a lei non congeniale e di crearsi un proprio percorso, che solo lei ha scelto.



Titolo: Jane Eyre
Nazionalità: ITA; Uk, Fr

Anno: 1996
Durata: 111 min.
Regia: Franco Zeffirelli
Sceneggiatura: Hughe Whitemore
Costumi: Jenny Beavan
Cast: Charlotte Gainsburg, Geraldine Chaplin, William Hurt, Maria Schneider




martedì 3 ottobre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #49











# 49 Padrona del suo Destino





Questa settimana OG vi porta a Venezia anzi nella Repubblica di Venezia per conoscere una delle più grandi poetesse e donne colte dell'epoca. In verità poco nota da questo punto di vista ma più per la sua professione lasciva che però le diede proprio l'occasione per istruirsi e come poche altre donne del suo mestiere e del suo tempo scoprire abilità letterarie che la fecero apprezzare dai più noti e acclamati letterati cinqueceneteschi.

La trama del film infatti si basa sulla vita di Veronica Franco, liberamente ispirata dal libro "The Honest Courtesan. Veronica Franco, citizen and writer in sixteenth century Venice" di Margaret Rosentahal.

Bellissima la cornice veneziana e i costumi del premio Oscar Gabriella Pescucci.




Trama:

Nel 1583 Venezia è uno degli Stati più importanti e potenti del mondo allora conosciuto e vive di commercio, politica, arte e cultura e questo grazie anche alle sue cortigiane. Sì perchè le cortigiane veneziane non sono tutte uguali, quelle più colte e preparate sono le uniche che si rivolgono ai grandi e potenti signori aristocratici della Serenissima.

Veronica è una giovane innamorata di Marco, un ragazzo aristocratico, ma il loro amore è contrastato per le umilissime origini della ragazza la cui madre è ritenuta donna molto colta ma dedita alla prostituzione e che vista l'impossibilità di questo amore la avvia al 'mestiere'...Veronica legge e studia molto e diventa apprezzata nel suo mestiere tanto per la sua bellezza quanto per le sue capacità letterarie e la sua intelligenza nel riuscire a parlare di "cose da uomini" con discrezione e mai con saccenza. 

Diventa amica e conosce le maggiori personalità di Venezia mentre Marco è costretto a prender moglie secondo la volontà della sua nobile famiglia ma la serenità della Repubblica viene presto interrotta dalla minaccia turca...gli uomini sono impegnati in guerra e le loro mogli sono costrette addirittura a rivolgersi alla stessa Veronica per sapere le sorti dei loro mariti. Veronica viene inoltre pregata di farsi ambasciatrice presso il Re di Francia per riuscire a farlo interessare alla causa veneziana e durante una visita nella Repubblica, riuscirà effettivamente a farsi apprezzare perfino dall'incontentabile e capriccioso Re Enrico III che acconsentirà a finanziare la guerra veneziana contro i turchi.

Ma per Veronica gli impegni non sono passati infatti la Santa Inquisizione si concentra su di lei e la processa per stregoneria ma al suo fianco però si ritroverà tutti i più importanti esponenti del governo veneziano, e anche il suo Marco che non lesinerà di dimostrarle il suo amore. Di fronte alle marcate allusioni dei potenti veneziani perfino la Santa Inquisizione riterrà opportuno fare un passo indietro...


Scelto perchè:


La vita e le opere di Veronica Franco sono ancora poco conosciute e meriterebbero di essere note tanto quanto la sua biografia che ci rende appieno la realtà di un periodo storico affascinante quanto la sua stessa vita.


Titolo: Padrona del suo destino
Titolo originale: Dangerous Beauty
Anno: 1998
Durata: 110min.
Nazionalità: USA
Regia: Marshall Herskovitz
Costumi: Gabriella Pescucci
Cast: Catherine McCormackJacqueline BissetRufus Sewell






mercoledì 27 settembre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #48







#48 We want sex



Sulla scia del tema che OG ha scelto per arrivare a concludere questa iniziativa di “Un film di una donna a settimana per un anno?” liberamente ispirata a #52FilmsbyWomen che appunto si concluderà tra qualche settimana, un film inglese di qualche anno fa che è stato prodotto dalla BBC e che ci introduce seppur con qualche finzione scenica, negli avvenimenti realmente accaduti in un paese dell'Essex nel 1968 quando un gruppo di quasi duecento operaie lottò per rivendicare i loro diritti.

Trama:
Nella cittadina di Dagenham ha sede una delle fabbriche americane delle automobili tra le più importanti, la Ford tuttavia le condizioni lavorative riservate alle operaie sono davvero critiche.
Le donne assunte nella fabbrica sono addette alla cucitura dei sedili automobilistici ma sono sottopagate, hanno orari massacranti che minano la loro stabilità fisica e familiare, né alcuna condizione di sicurezza, occupano infatti il vecchio capannone degli anni '20 vecchio ed obsoleto, dove fa caldo e ci piove dentro. Le operai decidono quindi di unirsi e protestare per reclamare i loro diritti e la loro condizione economica, infatti sono state paragonate ad operai non qualificati e come tali vengono retribuite.

Così si raggruppano sotto la guida di Rita O'Grady e attuano uno sciopero che sarà davvero in grado di mettere in serie difficoltà l'azienda, ottenendo visibilità tra l'opinione pubblica e il governo, coinvolgendo perfino la deputata Barbara Castle che supporterà la rivendicazione dei diritti lavorativi delle operaie per un' uguaglianza anche retributiva.

La loro lotta e determinazione sarà alla base della Legge che porterà alla parità di diritti lavorativi e salariali tra uomini e donne in Inghilterra.


Scelto perché:
La rivendicazione per un'adeguata remunerazione in favore delle donne a parità di mansione è davvero ancora molto attuale in tutto il mondo se pensiamo che negli Stati Uniti il Presidente Obama ha firmato una legge su questa materia solo nel 2009 o se ancora a Marzo di quest'anno il Censis stabiliva che le manager italiane guadagnano ben il 33% in meno rispetto ai manager.
Insomma se lo striscione originale delle operaie dell'Essex dichiarava: “We want Sex Equality!”, ovunque ancora c'è bisogno di sventolarlo!.




Titolo: We want sex
Titolo originale: Made in Dagenham
Nazionalità: UK
Durata:113 min.
Anno: 2010
Regia: Nigel Cole
Produzione: Laurie Borg, Elisabeth Karlsen, Stephen Woolly

Cast: Sally Hawkins, Miranda Richardson, Rosamunde Pinke



lunedì 18 settembre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #47






#47 Luisa Spagnoli 



Continuiamo per questa settimana ancora con il tema delle donne e del lavoro questa volta con una storia di successo al femminile, una grande imprenditrice italiana dello scorso secolo non sempre nota per i suoi successi che invece sono stati di importanza secolare visto che ancora oggi noi stess* possiamo godere delle sue intuizioni imprenditoriali.

La protagonista raccontata in questo film è infatti Luisa Spagnoli, inventrice sì della nota e ancora pregiata marca di abbigliamento femminile ma ancor prima di tanti prodotti dolciari tra cui il golosissimo Bacio e della Perugina stessa!.
Il Film è stato pensato per la tv e interpretato da Luisa Ranieri, uscito a puntate sulle reti nazionali nel 2016, é proposto in  2 dvd. E' liberamente ispirato al racconto della biografia che ne fece Maria Rita Parsi nel libro "Le Italiane" a cura di Annamaria Barbato Ricci, dal titolo appunto di "Luisa Spagnoli" pubblicato nel 2010 da Castelvecchio.


Trama:
Luisa vive a Perugia ed è sposata con Annibale un musicista con poca dimestichezza con il lavoro pratico mentre Luisa ha una grande creatività che alla fine decide di assecondare comprando una confetteria abbandonata a cui ridà vita grazie ai suoi esperimenti culinari e intraprendenza, lavora fino a notte fonda nonostante la cura dei tre figli. La sua buona volontà e i suoi sacrifici la mettono in luce in tutta Perugia e anche il signorotto della città, il Conte Sangiorgi le mette gli occhi addosso e cerca di condizionare le sorti della sua attività imprenditoriale per farla cedere al suo corteggiamento ma Luisa non cede.
Nonostante i pettegolezzi alimentati dal pregiudizio per il solo fatto che sia una donna a tirare avanti un'azienda e a mantenere la famiglia, riesce comunque grazie al suo talento dolciario ad avere un qualche successo ma Luisa stessa capisce che non basta e così per rispondere alle continue difficoltà anche date dalla diffidenza verso una donna 'manager', ha un'intuizione impegnativa ma che può aiutare sostanzialmente la sua impresa.
Propone infatti ai Buitoni, la nota azienda alimentare, una 'fusione' ...nasce la Perugina grazie a Francesco Buitoni che accetta la sfida, intuendone i benefici. Suo figlio Giovanni va quindi a Perugia per riassettare i conti dell'azienda e con la sua giovinezza ma perspicacia, lanciare i prodotti dolciari. Tra Luisa e Giovanni però, almeno inizialmente, non si crea un buon rapporto, i due caratteri molto forti e la determinazione di Giovanni indispettiscono Luisa mentre nel frattempo è scoppiata la Guerra e anche i suoi operai sono dovuti partire per il fronte, a corto di manodopera Luisa ha un'intuizione geniale, accoglie nella sua azienda le moglie, le sorelle degli operai garantendo così a se stessa continuità e alle famiglie un reddito. 
La presenza di operaie induce l'imprenditrice Spagnoli a voler creare un asilo aziendale, il primo mai pensato e creato, sostenendo che rendere migliori le condizioni di lavoro degli operai/e era essenziale per avere un rendimento migliore.
Luisa quindi difende le sue decisioni con Giuseppe e tra i due, costretti a lavorare tutto il giorno insieme, scoppia la passione che però non resta celata per troppo tempo. Di questo tenta di approfittarne il Conte Sangiorgi per far scoppiare uno scandalo e riprendersi la sua rivincita ma il marito di Luisa, Annibale, decide invece di fare un passo indietro senza darle nessuna colpa e rinunciando a lei, ritirandosi ad Assisi. Anche Francesco Buitoni però crede sia opportuno che i due si lascino ma Giuseppe invece lascia la famiglia e si trasferisce a Perugia, proprio nei locali della Perugina per stare con Luisa. L'azienda grazie alle idee di Luisa e l'appoggio e intraprendenza di Giuseppe intanto ha successo e si ingrandisce, Luisa inventa il cioccolatino più noto e mangiato ancora oggi: Il Bacio! Che diventa un po' l'emblema del marchio.

I prodotti dell'azienda dolciaria sbarcano anche oltreoceano e hanno un successo strepitoso ma le cose tra Luisa e Giuseppe si complicano, infatti Luisa, più grande di quattordici anni, si rende conto che Giuseppe ha bisogno di una compagna più giovane che possa dargli una vera famiglia con dei figli e lo lascia ma Giovanni non è della stessa opinione per risposta però decide di andare negli Stati Uniti per seguire gli affari dell'azienda.
Luisa a questo punto ha bisogno di un nuovo progetto e decide di assecondare la sua fantasia e progettualità aprendo una sartoria, che porterà il suo nome, essendo convinta che non ci sia ancora una moda adatta alle signore.
Inizia on poche lavoranti quando però si ammala improvvisamente e neanche l'arrivo di Giuseppe, accorso al suo capezzale, la potrà aiutare.


Scelto perché: La figura di Luisa Spagnoli, la sua forza creativa unita ad un'imprenditorialità straordinaria ha creato nell' 800 due aziende diverse ma altrettanto di successo grazie ad intuizioni geniali sia sul tipo di prodotti che per qualità e progettualità, e che hanno portato queste aziende ad essere a tutt'oggi ancora dei marchi di successo dopo secoli, eppure la sua figura non è così conosciuta né ricordata come invece dovrebbe al pari di altri grandi industriali italiani.



Titolo: Luisa Spagnoli
Nazionalità: ITA
Durata: 200 min.
Anno: 2016 
Regia: Lodovico Gasparini
Sceneggiatura: Franco Bernini, Gloria Malatesta
Produzione: Federica Rossi, Matteo Martari


mercoledì 13 settembre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #46















#46 Mi piace lavorare (Mobbing)



La scorsa settimana abbiamo affrontato per la rubrica “Un film di una donna a settimana per un anno?” il tema delle donne e del lavoro da un punto di vista della commedia, questa settimana continuiamo a parlare del lavoro e delle donne ma in chiave più realistica e drammatica con un film di Francesca Comencini, interpretato da Nicoletta Braschi che ha vinto al Festival di Berlino del 2003 la sezione Panorama.

Trama: Anna è una mamma divorziata divisa tra lavoro, suo padre e sua figlia ma massimizzando il suo tempo e le sue energie ha saputo creare un buon equilibrio tra gli impegni lavorativi e personali, ottenendo gratificazioni perfino sul lavoro nella sua azienda dove è capocontabile.
Un giorno però la sua azienda annuncia una fusione con una multinazionale che non prevede in realtà, almeno a parole, un ricollocamento del personale che quindi è solo felice per la joint venture.

In verità per Anna comincerà una discesa professionale che la farà ammalare. Dal nuovo pc rotto, che nessuno le aggiusterà mai, alla ricerca di una fattura in archivio , precedentemente sottratta proprio dal capo, dal controllo della fotocopiatrice alla sincronizzazione temporale dei magazzinieri fino alla richiesta espressa dell'azienda di dimissione “volontarie” per aver deluso le aspettative aziendali tanto più che così da mamma single può avere più tempo per sua figlia.
Anna cade quindi in depressione da cui uscirà proprio grazie all'affetto di sua figlia che la spingerà a fare causa e a vincerla.


Scelto perché: Questo film è un'altra chiave di lettura della condizione femminile nel mondo del lavoro che ci presenta una realtà cruda in cui le donne protagoniste della scena lavorativa fuori casa, spesso sono doppiamente coinvolte come ci dimostra una recente ricerca del Censis per cui non solo a parità di mansione lavorativa una donna guadagna di meno di un collega ma un uomo passa un terzo del tempo di quello che passa una donna per fare le faccende domestiche e su cui spesso grava anche il così detto 'lavoro di cura', cioè il prendersi cura di un familiare malato o anziano.


Titolo: Mi piace lavorare (Mobbing)
Nazionalità: ITA
Durata: 89 min.
Anno: 2003
Regia: Francesca Comenicini
Soggetto: Francesca Comencini, Assunta Cestaro, Daniele Ranieri
Scenografia: Paola Comencini
Cast: Nicoletta Braschi, Camille Dugay Comencini, Impero Bartoli.



sabato 9 settembre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #45










#45 Baby Boom



Ormai periodo di vacanze terminato, le scuole riaprono e il lavoro riprende e allora riprendiamo alla grande con questo film che OG vi suggerisce per questa settimana, la prima di settembre.


Questo film parla infatti delle donne e il lavoro, una commedia piacevole ma che tratta delle difficoltà per una donna di coniugare carriera e prole; del 1987 e candidato a due Golden Globe tra cui miglior attrice protagonista vede Diane Keaton donna in carriera ormai lanciata verso il successo quando...

Trama:

J.C. Wiatt è una donna in carriera con il suo bell'ufficio con tanto di segretaria personale nelle sfavillanti Torri Gemelle, sempre pronta a lottare per mantenere il suo posto di comando ai vertici dagli attacchi dei colleghi quando un giorno riceve una telefonata con cui le prospettano un'eredità di un lontanissimo cugino inglese.
J.C. é raggiante e felice di questo inaspettato colpo di fortuna e pensa di accettare senz'altro credendo ad un'enorme somma di denaro quando si reca in aeroporto per ritirare i documenti dell'eredità scopre che questa è una bimba di pochi mesi, Elisabeth! Sconvolta da questa novità che a sua volta le scombussolerà l'esistenza fatta di riunioni e orari notturni a lavorare decide di non tenere la bambina e di darla in adozione ma si accorge di non volerla lasciare e cerca allora di organizzare la sua vita privata e professionale intorno alla bambina.
Questa sua decisione però non viene accettata dal suo compagno storico che la lascia per un'esistenza più tranquilla e meno impegnativa e anche sul lavoro non sono più contenti della disponibilità condizionata di J.C. così perde anche il lavoro.
Credits:
By Source, Fair use,
https://en.wikipedia.org/w/
index.php?curid=12433298
Perso tutto, J.C. non si scoraggia e seppur demoralizzata decide di cambiare completamente vita e vende tutto, lascia la grande città e decide di traslocare in Vermont con la bambina, lì compra una fattoria e quando vede che Elisabeth è ghiotta degli omogenizzati fatti con i frutti del loro frutteto, le sue capacità manageriali verranno fuori e dal nulla J.C. realizzerà una nuova linea per bambini/e.


Superate le iniziali difficoltà per entrare nel mercato a cui risponderà di volta in volta modificando il suo piano aziendale, riuscirà ad affermarsi al punto tale che la sua vecchia azienda le propone l'acquisizione per 3 milioni di dollari...J.C. quindi rientra nella sua vecchia azienda ma questa volta direttamente nella Sala delle Grandi Riunioni come cliente e, nonostante l'allettante proposta, rifiuta. Presasi questa grande rivincita decide infatti di tornare in Vermont dove ha trovato anche il suo grande amore, il dottore del villaggio, e con tante altre buone idee in testa...

Scelto perché:
Questo film affronta in chiave di commedia quelle situazioni che le donne si trovano a dover fronteggiare sul lavoro soprattutto poi quando è presente un'esigenza legata alle/i bambine/i ma anche di come esse stesse possono essere la soluzione. Le donne stesse infatti hanno la forza e le capacità di riprendere in mano le situazioni più difficili e, pur non senza difficoltà, risollevarle anche a loro vantaggio grazie alla loro intelligenza senza paura di ricominciare da capo.


Titolo: Baby Boom
Nazionalità: USA
Durata: 103 min.
Anno: 1987
Regia: Charles Shyer
Sceneggiatura: Nancy Meyers, Charles Shyer
Produzione: Nancy Meyers
Cast: Diane Keaton, Sem Sheppard, Harold Raims.




mercoledì 6 settembre 2017

Ogni passione spenta- Vita Sackville West







Un romanzo magistralmente scritto che ripercorre l'esistenza di una anziana donna dell'alta società britannica di fine '800.


Una Lady ultra ottantenne che alla morte del noto marito, Lord, ex primo ministro nonché Viceré d'India, padre dei suoi sei figli, marito devoto che le aveva offerto lusso  e prestigio, ha la possibilità di tornare ad essere quello che era stata prima del matrimonio, quello che avrebbe voluto essere, semplicemente Deborah, ora poteva esserlo anche per se stessa, dopo la morte del suo compagno, quello di una lunga vita...ma quale vita?. 

L'anziana mylady si ritrova ora senza impegni ufficiali, etichette da rispettare, adesso è libera, libera di ripensare alla sua vita e di tirare le somme di quella che riaffiorandole in mente si delinea sempre più come una vita ufficiale, non scelta se non per adeguarsi alle aspettative sociali che imponevano ad una ragazza di buona famiglia di accettare una proposta di matrimonio più che vantaggiosa. Mano a mano che si ricreano i ricordi si capisce che questa vita all'apparenza perfetta fatta di ricevimenti, viaggi, lusso, servitù, merletti, cene ufficiali, etichette, rendite e case non era quello che Lady Slane avrebbe voluto dalla sua vita, che avrebbe scelto per la sua vita ma le sue velleità personali, quelle d'artista erano state messe in secondo piano, anzi annichilite per anni, fermate da quello che la società riservava alle donne della sua classe: un buon matrimonio e dei figli.

Ora all'alba dei suoi ottantotto anni era libera di scegliere una vita campestre nonostante le perplessità dei figli che per mera formalità si rincorrevano l'ospitalità da offrire alla madre e che accolgono la decisione del tutto imprevista dell'anziana lady con sollievo ma allo stesso tempo con assoluto stupore visto che la donna non aveva mai deciso alcunché in vita sua. Deborah Slane infatti era stata sempre una moglie fedele, devota, accondiscendente e presente, mai fuori posto, mai oltre, sempre all'ombra del più attivo e impegnato amato marito e a cui si era sacrificata in qualità di moglie e madre, infatti questa non era la sua vita...era stata sì la sua esistenza ma non quella che avrebbe scelto. I suoi ricordi vividi, in pieno contrasto con il titolo del libro: “Ogni passione spenta”, sottolineano solamente le rinunce che aveva fatto perché così doveva una donna. 

Al tramonto della sua vita Lady Slane scopre l'importanza di essere solo se stessa al di là delle convenzioni e aspettative sociali e quando scopre un barlume di creatività e autonomia di pensiero e di presenza in una delle sue pronipoti le lancia un appoggio, un supporto morale e trova la serenità così da lasciare questa vita e addormentarsi per sempre, ormai che “Ogni passione spenta”.


L'autrice del libro lo suddivide in tre parti che lascia iniziare con versi ora di Cristina Rossetti ora di Shakespeare che non tanto sottolineano o scandiscono la trama del racconto ma piuttosto fanno da collante a quel sentimento che parte dal titolo “ogni passione spenta”, sottolineano la caducità di una vita che è ormai al tramonto, che se da un lato sono in contrasto però con i ricordi invece vividi della protagonista sono in piena sintonia dall'altra parte con le recriminazioni della sua esistenza che in modo discreto ma costante riemergono dai suoi ricordi. 

La scrittrice, Vita Sackville West forse attingendo in parte dalla sua esperienza personale ci regala un'opera mai banale, sofisticata e superlativamente costruita; è un romanzo che è il racconto di un'esistenza femminile intorno a cui ne gravitano tante altre, tutte più o meno insignificanti, mai piene come quella di un'anziana donna che ripercorre la sua esistenza ormai al tramonto che tuttavia ancora è nonostante tutto ancora viva di emozioni e desideri mai sopiti, solo addormentati a cui non è stato possibile neanche dar voce perché la società non avrebbe capito ed accettato. Insomma un'autrice d'altri tempi che sarebbe utile ai nostri tempi riscoprire.





L'Autrice: Vita Sackville West “romanziera”, così la definisce l'edizione del 1979, appartenente all'alta aristocrazia britannica ed ad un' epoca nel pieno dell'età edoardiana caratterizzata da una parte dallo snobismo aristocratico e dall'altra dalla sfrontatezza; Vita fu una egregia esponente dell'una e dell'altra parte.

Debuttò in società nel 1910 e sposò il diplomatico Harold Nicolson da cui avrà un filgio, Nigel che molti anni più tardi scriverà una biografia della scandalosa ed eccentrica madre “Ritratto di un matrimonio”. Nel 1922 incontra Virginia Woolf e tra le due nasce una sconfinata stima ed affetto tanto che a lei Woolf dedica e scrive 'Orlando', descritto dal figlio di Vita come “una lunga, affascinante lettera d'amore”, lei è infatti la V. della ambigua dedica. 



Fu personalità di spicco della cultura britannica, scrittrice, personaggio eccentrico in pieno sentimento della sua epoca. Ha scritto: 'Una signora scostumata' (The Edwardians) 'Pepita The Eagle and the Dove' 'Ogni passione spenta'.



La traduzione egregia della versione letta, risalente al 1979 è quella originale del 1935 affidata ad Alessandra Scalero. 



Vita era nata a Knole nel 1892 e si è spenta nel 1962.


giovedì 31 agosto 2017

Un film di una donna a settimana per un anno?#44




credits: screenshot by Opportunità di GenereOG
in base all'art.70
Legge sulla protezione del diritto d'autore 633/41

 e successive modifiche.


# 44  The Queen - La Regina




Il film che OG ha scelto per questa settimana è The Queen -La Regina un film del 2006, il primo che cercò di ricostruire la vicenda umana e monarchica della Principessa Diana, presentandocela come l'unica realtà del film grazie a filmati di repertorio di tv, tg, interviste in una ricostruzione scenica in cui la realtà è ricostruita invece verosimilmente.

Il film fece vincere l'Oscar come migliore attrice ad Helen Mirren e guadagnò due Golden Globe anche come miglior sceneggiatura.

Trama: Il film ripercorre il difficile momento storico e politico della monarchia inglese messa in seria crisi dalla scomparsa prematura della Principessa Diana partendo dall'elezione del giovane Premier inglese Tony Blair che avvedutosi invece dell'importanza che questo incidente poteva avere sulla monarchia cerca di far capire alla orgogliosa Regina che era il caso di prendere una posizione al di là dell'etichetta reale, andando oltre la sua presa di posizione formale rispetto a Lady D che non essendo più membro della famiglia reale non meritava, per la Regina, un ricordo pubblico ma doveva essere trattata come una faccenda esclusivamente privata anche nel rispetto dei figli della Principessa.

credits: screenshot by Opportunità di GenereOG
in base all'art.70  Legge sulla protezione del diritto d'autore 633/41
 e successive modifiche.
Scelto perché: oggi ricade il ventennale dall'incidente che portò via Diana Spencer e questo film può essere un valido spunto per analizzare l'accaduto da un punto di vista politico e mediatico, quindi sociale sulla vicenda anche se è ancora comunque troppo presto per riuscire ad avere un quadro meramente storico sulla figura di Lady D e del suo impatto sulla monarchia inglese dal suo matrimonio e dal suo incidente compreso. Un momento che è entrato decisamente nella storia ma ancora non storicizzato e che quindi ci riserverà nel tempo e grazie all'analisi storica ulteriori valutazioni su due figure di donna, Lady Diana e la regina Elisabetta, che hanno fatto e sono parte fondante della nostra storia.




Titolo: The Queen -La Regina
Titolo originale: The Queen
Anno: 2006
Nazionalità: UK Fr Ita
Durata: 100 min.
Regia: Stephen Frears
Sceneggiatura: Peter Morgan

Cast: Helen Mirren, Michael Sheen, James Cromwell


 
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