mercoledì 21 giugno 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #34




# 34 Sognando Beckham



L’estate è ormai arrivata e OG è sensibile alle estenuanti battute sulla forma fisica e sulla prova costume ma a modo suo, non poteva essere altrimenti, quindi vi suggerisce un film sportivo, che ha portato alla notorietà l’attrice ora affermatissima  Keira Knightley .Il film di questa settimana, uscito agli inizi degli anni 2000 ha avuto infatti uno strepitoso successo perché affronta il tema degli stereotipi con semplicità  e piacevolezza. Nel 2015 è approdato a Teatro grazie al musical al Phoenix Theater London.

Trama:
Jess è una ragazza inglese, di origini indiane, che vive a Londra con la sua famiglia e pur rispettando e amando le sue tradizioni ha una passione molto forte per il calcio, il suo idolo è il giocatore David Beckham di cui vorrebbe emulare il successo ma i suoi genitori non vedono di buon occhio che una ragazza faccia questo sport ritenuto troppo maschile.
Quando Jess viene notata da una giocatrice di calcio: Jules che la introduce nella sua squadra di calcio, le lamentele dei genitori fanno si che Jess ad un certo punto debba continuare a giocare  a pallone di nascosto anche quando la sua squadra deve andare ad Amburgo per il campionato. Nel frattempo la più tradizionale sorella maggiore di Jess fissa la data delle nozze che però è proprio il giorno della finale di campionato quando tra l’altro sarà presente un talent scout sportivo che potrebbe cambiarle la vita.
Il rapporto calcistico-sportivo e personale delle due ragazze, Jess e Jules, si stringe sempre di più in una profonda amicizia fatta anche di confidenze come quella che Jules fa a Jess sulla sua cotta per il loro allenatore che però sembra più interessato a Jess.
Il giorno della finale è anche quello del matrimonio della sorella maggiore di Jess che quindi è costretta a saltare la partita più importante per la squadra e per se stessa essendoci anche il procuratore sportivo che potrebbe far decollare la sua carriera ma i suoi genitori sono all’oscuro di tutto quindi Jess è rilegata a partecipare al matrimonio quel giorno.
Il papà di Jess però nota che la ragazza è tutt’altro che felice ed allegra e indovinando il motivo del malessere la lascia andare alla partita che in effetti grazie al suo decisivo contributo viene vinta dalla sua squadra; così Jess viene notata dal procuratore che le propone una borsa di studio per una prestigiosa università americana la stessa dove anche la sua amica Jules andrà perché è stata selezionata anche lei dal procuratore.
Sullo sfondo la storia d’amore tra Jess e l’allenatore che incrina in un primo momento l’amicizia delle due giocatrici  ma il dissapore verrà presto superato grazie al sentimento di squadra e alla complicità sportiva che sarà più forte delle invidie e delle gelosie.

Il film si conclude con l’incontro casuale, in aeroporto, proprio con l’idolo del pallone David Beckham.

Scelto perché: Anche lo Sport è ritenuto spesso un settore prettamente maschile e soprattutto certi ambiti come sicuramente il calcio ma sempre più spesso le donne hanno dimostrato di non essere da meno e lì dove è stato permesso loro di poter gareggiare in squadre miste, come nel golf e più recentemente nel tiro con l’arco, hanno contribuito attivamente e competitivamente al fianco dei loro colleghi. Il problema resta la visibilità che questi traguardi guadagnano. Per chi volesse approfondire ho trattato il tema in questo articolo, uscito inizialmente sul blog di NoiDonne in cui ho affrontato il tema sportivo da un'ottica di genere per vedere che le donne spesso non sono riconosciute come professioniste perché la legge che prevede questa qualifica è di molti anni fa e quindi le donne ne restano escluse con una penalizzazione anche da un punto di vista economico...Federica Pellegrini, per capirci, guadagnerebbe di meno del suo fidanzato, perché per legge lui è uno sportivo professionista e lei no, è una dilettante! Bisogna però dire che qualcosa si sta muovendo e piano piano anche le varie società sportive dal calcio al golf si stanno sensibilizzando e approntando cambiamenti organizzativi mentre la legge che qualificherebbe l'attività agonistica femminile resta in Parlamento ferma lì in attesa di essere discussa dal 2015.



Titolo: Sognando Beckham
Titolo originale: Bendi t like Beckham
Anno: 2002
Nazionalità: USA, UK, D
Durata: 112 min.

Regia: Gurinder Chadha
Produzione: Deepack  Nayar
Cast: Parminder Nagra; Keira Knightley; Jonathan Rhys-Meyers


venerdì 16 giugno 2017

L'arrivo di Saturno




L'arrivo di Saturno” nuovo romanzo di Loredana Lipperini è stato una sorpresa gradita ma allo stesso tempo destabilizzante...sapevo che era una storia vera, sapevo che nell'analisi biografica di una scomparsa prematura di una giovane ragazza che interessa tutto il nostro paese c'era un corollario di astrologia (da qui il titolo), arte, un quadro che fa da tratto d'unione tra la vita e il mistero della scomparsa della ragazza che sta a voi scoprire ma non mi aspettavo una verità per nulla celata, questa è una verità raccontata a voce spiegata con nomi e fatti e date ma allo stesso tempo è la storia di una adolescente che cresce in una grande città, la capitale degli anni '70; potrebbe essere la storia di ciascuna di noi.
Chi non ha avuto una amica del cuore con cui fare liste di cose da provare per la prima volta? Con cui parlare di libri, canzoni, ragazzi? Loredana Lipperini è forte come la verità, la verità dei misteri italiani irrisolti ma anche come quella della vita di ognuna di noi quella della prima sigaretta, della prima cotta adolescenziale ma anche quella delle nostre mamme in tailleur e capelli corti cotonati, li potava mia nonna e ora mia madre, e del tempo che inesorabile passa e con cui prima o poi bisogna fare i conti.
I ricordi e le riflessioni sono dirette, a volte spietate, ma sono quelli che appartengono a ciascuno/a di noi, come la morte di questa ragazza di ventiquattro anni, Graziella. L'amica di Dora, “amica del cuore”, giornalista d'inchiesta che a vent'anni nel 1980 scompare a Beirut durante un reportage. Di lei non si saprà più nulla, non si avrà più nulla, solo carte, appunti e diari e ora almeno la sua storia che Loredana Lipperini ci ridà facendola rivivere ripercorrendo la sua, loro, vita adolescenziale e con loro anche quella del nostro Paese che degli anni '70 ha molte cose che si preferisce dimenticare anche e soprattutto la morte impunita di una ragazza poco più che ventenne con una vocazione e dei sogni che ritroviamo ora in questo romanzo. Graziella ci viene raccontata, e ridata, come fosse la nostra amica del cuore, nostra figlia perché il tempo è passato per tutti ma non per lei rimasta per sempre solo figlia, solo abiti anni '80 chiusi in un armadio intatto. Invece le mamme di allora sono oggi nonne, le adolescenti di allora sono signore di mezza età adesso e nuove generazioni di ragazze con dei sogni e delle vocazioni si sono affacciate al mondo.

Un romanzo che ci restituisce l'Italia di allora con le sue innumerevoli contraddizioni e segreti che hanno inghiottito la vita di una giovane ragazza e con lei tutti noi. Una storia mai raccontata che si è preferito dimenticare ma che ora possiamo riscoprire o, per chi non era nata o troppo piccola, scoprire nelle parole di Loredana Lipperini che come sempre arriva diritta al cuore e allo stomaco, come una vibrazione...


L'Arrivo di Saturno,
Ed. Bompiani,
2017,
pagg. 432











giovedì 15 giugno 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #33





#33 Maria Montessori
Una vita per i bambini




Si sono da poco chiuse le scuole e alcune/i  alunne/i  sono impegnate/i ancora negli esami finali, OG ha quindi pensato di suggerirvi questa settimana il film pensato per la tv ma reperibile in supporto dvd, sia su amazon che ibs, dedicato alla nota pedagogista, educatrice Maria Montessori” che  è stato confezionato in sole due puntate con una durata pari a quella di un normale film cinematografico. 
La vita di Maria Montessori è stata interpretata dall’attrice Paola Cortellesi, alla sua prima esperienza drammatica, accanto a lei un corollario di figure femminili come la madre di Maria , interpretata da Giulia Lazzarini.
Una produzione di qualità, a partire dai costumi, affidata a Camilla Nesbit come la scenografia a Sonia Peng e la sceneggiatura a Monica Zapelli e a Gianmario Pagano.


Trama: Siamo a Roma alla fine dell’800 quando Maria già studente modello decide di frequentare la Facoltà  di Medicina nonostante i desideri paterni la volessero una maestra. Maria invece, prima donna, anche grazie all’appoggio della madre va oltre e si iscrive alla facoltà che le permetterà di diventare la più grande pedagogista italiana. Nei banchi universitari tra la perplessità maschile di tutti gli alunni conosce uno psichiatra, Giuseppe Montesano di cui si innamora. I due decidono di collaborare e Maria lavora al suo fianco nella clinica psichiatrica infantile ma scopre di essere incinta e Giuseppe nonostante riconosca il bambino decide di allontanarlo dalla madre per evitare uno scandalo. Maria, ormai laureata, visti i buoni risultati della sua esperienza nella clinica accanto a Giuseppe decide di aprire una sua scuola d’infanzia riversando il dolore per la lontananza di suo figlio, sul lavoro. 

Apre nel quartiere romano di San Lorenzo la “Casa del bambino” nel 1907. Ha grandi risultati ottenuti con grande sforzo ed impegno dal suo rivoluzionario metodo educativo ma il clima politico che si è venuto ad instaurare in Italia la opprime e assistita dal suo stesso figlio, ormai cresciuto la cui vicenda rimane sempre sullo sfondo di una vita privata sacrificata ma presente, Maria va all’estero dove riceve grandi gratificazioni  e riconoscimenti per il suo metodo.

Scelto perché: Maria Montessori è una delle poche se non l’unica donna che in questo periodo di fermento pedagogico si impone non solo nel suo paese ma anche all’estero come figura di riferimento con un metodo educativo nuovo e rivoluzionario in grado allo stesso tempo di rispettare le capacità delle/i bambine/i e fornire  loro stimoli all’apprendimento.
Il metodo Montessori è tutt’oggi molto noto, apprezzato e ancora usato a livello internazionale. Un punto di orgoglio per tutto il nostro Paese che spesso dimentica le Grandi Italiane che hanno contribuito a far grande all’estero il nome dell'Italia.


Titolo: Maria Montessori. Una vita per i bambini
Nazionalità: ITA
Anno: 2007
Durata: 200 min.
Regia:  Gianluca Maria Tavarelli
Sceneggiatura: Monica Zapelli, Gianmario Pagano
Produzione:  Camilla Nesbit, Pietro Valsecchi

Cast: Paola Cortellesi, Giulia Lazzarini, Massimo Poggio


venerdì 9 giugno 2017

Un film di una donna a settimana per un anno?#32




#32 Frida



Il film che OG vi propone questa settimana è dedicato a Frida Kahlo interpretata da Salma Hayek che è stata nominata come miglior attrice sia agli Oscar che ai Golden Globe nel 2002.
A ricordarla nella capitale anche una mostra fotografica della altrettanto grande Lucienne Bloch in “Lucienne Bloch: dentro la vita di Frida Kahlo” dove sono esposte oltre settanta foto che ritraggono la pittrice nella sua vita quotidiana ma anche nei suoi momenti più importanti. Alla thesign Galleria  di Roma, fino al 1 Luglio.



Trama:
La vita di Frida è allegra e spensierata fino a quando cambierà drammaticamente dopo un incidente alla schiena che la deturperà a vita e da cui con difficoltà riuscirà a riprendersi.
Durante la convalescenza, ferma a letto non potendo più camminare Frida vuole trovare comunque una via di riscatto, un'emozione per la quale continuare a vivere...inizia a dipingere sognando di poter contribuire anche alla condizione economica della famiglia. Nonostante tutte le previsioni avverse Frida torna a camminare ma il suo corpo non sarà più come prima.
Conosce l'amore nella persona di Diego Rivera il più grande pittore messicano dell'epoca a cui si era rivolta dopo la malattia per continuare a dipingere. Si sposano e Frida rimane incinta ma all'apice della sua carriera e vita personale, perde il figlio perché il suo corpo è al suo interno irrimediabilmente compromesso dai giorni dell'incidente adolescenziale.
Il matrimonio con Diego Rivera entra in crisi quando Frida scopre che il marito ha una relazione con sua sorella Cristina e si separano. La sua salute però è cagionevole e si ammala di bronchite ma Frida cerca di non farsi condizionare dalla sua situazione di inferma e addirittura pur di non mancare all'innaugurazione di una sua mostra personale, la prima nel suo paese, ci si fa portare con tutto il letto.

Frida infatti non ha mai mollato, è diventata una delle pittrici più famose del suo paese e non solo, è amata e apprezzata da tanti artisti prima fra tutti Tina Modotti con cui stringerà un'amicizia fortissima. Si è riavvicinata al marito dopo averlo perdonato e alla sorella; ha ricostruito la sua famiglia risposando Diego e la sua pittura che inevitabilmente è cambiata nel corso degli anni e degli eventi è amata in tutto il mondo e al di là del tempo. 
Frida si spegne placidamente rinnovando a Diego la sua promessa d'amore.



Scelto perché: Frida Kahlo è un punto di riferimento per le realtà femminili oltre che per le sue opere, in cui è capace di far rispecchiare anche i tormenti altrui, per essere riuscita a diventare quello che voleva essere ed anche per la tenacia con cui non si è mai arresa alle avversità della sua vita.


Titolo: Frida
Nazionalità: USA
Durata: 123 min.
Anno: 2002
Regia: Julie Taymor
Produzione: Sarah Green, Salma Hayek
Cast: Salma Hayek, Alfred Molina, Valeria Golino

giovedì 1 giugno 2017

Il film di una donna a settimana per un anno? #31






#31 Sylvia 


Og questa settimana vi propone un film che non è mai uscito nelle sale cinematografiche italiane ma ben sei anni dopo in dvd direttamente. E' un film poetico e drammatico perchè parla della vita, almeno da un certo punto in poi, di una poetessa molto nota e amata...Sylvia Plath, interpretata da Gwyneth Paltrow.


Trama:

Siamo nel 1956 e Sylvia frequenta l'università di Cambridge quando incontra un poeta affascinante e carismatico di cui già apprezza i suoi scritti: Ted Hughes. I due si innamorano e si sposano ma la loro relazione viene presto condizionata dalle insicurezze emotive di Sylvia che vive un arresto creativo e dall'altra parte non si sente sicura neanche del marito a cui attribuisce parecchie infedeltà. Il loro rapporto comincia a entrare in crisi anche se non mancheranno tentativi per recuperare la serenità che però mancherà di tornare tanto che nel 1963 la nota e amata poetessa si suicida avendo però lasciato ai posteri il suo tormento trasposto in memorabili poesie anche oggi amate da molti in tutto il mondo.

Scelto perché: Sylvia Plath è considerata la maggiore poetessa statunitense del dopoguerra che ha però scritto anche racconti, saggi, articoli e il romanzo “La campana di vetro”ma non sempre si sa che ha anche scritto storie per bambini come “ 3 storie per bambini” in realtà pensati per i suoi due figli, di cui ho riportato alcuni stralci qui sotto, in particolare del racconto A letto, bambini! . Figura emblematica e drammatica della scena intellettuale femminile della sua epoca ha attraversato generazioni di donne ed è ancora amata e compianta per la profondità dei suoi versi.

The Bed Book                                              A letto, bambini!

BEDS come in all sizes-                            A letto?
Single or double,                                        In quale letto?
Cot-size or cradle,                                      Di letti, ben si sa,
King-size or trundle.                                 Ne possiamo trovare di molte qualità.

Most Beds are Beds                                   Ma tutti questi letti, a ben considerare,
For sleeping or resting,                             servono solamente per dormire e sognare.
But the best Beds are much                     Sono letti noiosi, sono letti banali.
More interesting!                                       Ci sono invece Letti Veramente Speciali!
The right sort of Bed                                  Letto-Sottomarino:
(If you see what I mean)                            chi può desiderare
Is a Bed that might                                     di meglio, per andarsene
Be a Submarine                                           a spasso in fondo al mare?

Nosing through water                                Si fa strada tra i pesci
Clear and green,                                          nell'acqua trasparente, limpida
Silver and glittery                                       e cristallina. Argenteo e luccicante,
As a sardine                                                  somiglia a una sardina.
…                                                                          ...
Another Bed                                                Ed ecco un altro letto
That fills the bill                                         davvero indispensabile,
Is the sort of Bed                                        Signori, vi presento
That is Spottable-                                       il Letto- Macchiabile!

…                                                                          ...
These are the Beds                                    Letti per tutti i gusti,
For me and for you!                                  Per tutte le occasioni!
These are the Beds                                    Letti per gente sveglia
To climb into:                                             e non per dormiglioni:

…                                                                         ...
Special and queer                                      Puoi scegliere tra i modelli
And full of surprises-                                e le forme più strane
Beds of amazing                                         enormi, piccolissimi, pratici, strabilianti.
Shapes and sizes,                                       Dentro questo catalogo li trovi tutti quanti.

NOT just a white little                               Non solo il morbido, bianco lettino
Tucked-in-tight little                                 pulito, in ordine, ben rincalzato
Nighty-night little                                      con il lenzuolo inamidato
Turn-out-the- light- little                         e il lume acceso
Bed! 1                                                                        sul comodino!



Titolo: Sylvia 
Nazionalità: UK
Anno: 2003
Durata: 110 min.
Regia: Christine Jeff
Cast: Gwyneth Paltrow, Daniel Craig, Lucy Davenport










1Sylvia Plath, “ 3 Storie per bambini”, a cura di Bianca Pitzorno, introduzione di Frieda Hughes, illustrazioni di Claudio Munoz, Milano, ed. Mondadori, 2003.


mercoledì 24 maggio 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #30








#30 A Quiet Passion



In questo mese nel 1886 Emily Dickinson si spegneva nella casa dove per molti anni aveva scelto di passare la sua vita, una vita sempre più preclusa al mondo e sempre più dedicata alla poesia...in silenzio, senza che nessuno scoprisse più di tanto le delicate ma tenaci sensazioni che animavano il suo intelletto e la sua anima.

OG ha scelto quindi questa settimana un film dedicato alla vita della più grande poetessa americana tra le poetesse e scrittrici di sempre: “A Quiet Passion”.


Trama: Emily è una promettente studentessa quando decide di abbandonare la scuola e dedicarsi allo studio da casa per evitare l'ambiente sempre più coercitivo dell'istituto da lei frequentato.

Emily che è uno spirito molto sensibile e indipendente taglia ogni legame con la realtà scolastica , preferendo quella della sua dimora e scegliendo la cosa che più la gratificava, la scrittura.
Senza rendersene conto a mano a mano esclude dai suoi contatti tutte le persone non legate alla sua famiglia e si ritrova in una sorta di clausura volontaria in cui lei però si trova bene perchè sceglie di non avere vincoli che possano condizionarla, andando però così contro il padre, il fratello e la sorella, rigettando tutti i clichés riservati alle donne, dal matrimonio ai voti religiosi. Solo l'arte è il suo rifugio e al contempo la sua esistenza.

Scelto perché: Emily Dickinson è una poetessa straordinaria che è sopravvissuta nella sua essenza, quella dei suoi scritti, oltre ogni spazio e tempo...è la incarnazione di un'arte superiore che non ha avuto bisogno del mondo esterno ma anzi ha trovato la sua libertà lontana dai condizionamenti che inevitabilmente erano costantemente e pesantemente presenti alla sua epoca soprattutto per le donne, forse per questa sua ricerca di indipendenza e allo stesso tempo di realizzazione personale dobbiamo il fascino ancora intatto che esercita in un mondo che si è notevolmente complicato, che se ha guadagnato alcune libertà ne ha perse altre a cui forse sarebbe d'esempio Emily nel ricercare una propria dimensione che travalichi le aspettative e la frenesia quotidiana per lasciare più spazio alle nostre sensazioni, ai nostri più profondi pensieri e sentimenti a cui grazie soprattutto alle sue poesie Emily riesce ancora a dar voce.


Titolo: A Quiet Passion
Anno: 2016
Nazionalità: UK, USA, Belgio
Durata: 125v min.
Regia: Terence Davies
Sceneggiatura: Terence Davies
Cast: Cynthia Nixon, Jennifer Ehle, Duncan Duff, Keith Carradine, Jodhi May




lunedì 22 maggio 2017

Arcangela Tarabotti: una monaca in difesa delle donne








Il mio incontro con Suor Arcangela Tarabotti, al secolo Elena Cassandra Tarabotti, risale a più di dieci anni fa quando mi laureai proprio su Arcangela grazie alla Professoressa Conti Odorisio, che per chi non la conoscesse è una delle maggiori studiose ed esperte di Women's Studies in Europa. 

La passione che scaturì da quell'incontro è ancora viva e non potrebbe essere diversamente visto il personaggio in questione. Mi “innamorai” di Arcangela Tarabotti per la forza delle sue parole che in alcuni suoi scritti diventa veemenza nel difendere la dignità femminile.


Arcangela Tarabotti, nasce a Venezia nel 1604 e ancora poco più che bambina viene destinata al convento dai suoi genitori probabilmente per un difetto fisico, era claudicante, oppure perché maggiore tra le sorelle in questo modo dava alla famiglia Tarabotti la possibilità di procrastinare la spesa per le doti delle altre figlie ancora più piccole di Elena, fatto sta che la pratica delle “monacazioni forzate” era una pratica molto in uso in quel tempo ed era tollerata sia dal Governo che dalla Curia.

Arcangela prese i voti ancora da adolescente e ricordando il rito di passaggio nei suoi scritti ormai da adulta ancora ne parla con un senso di disperazione per la condizione di “forzata”, un senso di oppressione che non la abbandonerà mai nel corso della sua vita, sacrificata all'interno di un monastero benedettino, quello di Sant'Anna. Suor Arcangela però ricorderà sempre anche il tradimento subito da parte dei suoi genitori che l'avevano costretta al chiuso di un chiostro a vita e nella sua opera “La semplicità ingannata” usa la metafora proprio di un uccellino che ignaro e fiducioso si libra nell'aria ma che viene invece preso in una rete e intrappolato. 


Il monastero di Sant'Anna
dove nel 1617 Elena prese i voti
diventando Suor Arcangela


Credits By Didier Descouens 
Arcangela ripercorre il suo cammino considerando gli aspetti economici e sociali che portano tante disperate nei conventi e monasteri; partendo dalla sua condizione ritrova motivazioni socio-economiche, come diremmo oggi, che riguardano l'intera società barocca veneziana. Riesce a capire e mettere in luce le ragioni che portano il Governo veneziano e i suoi cittadini ad una pratica così odiosa per le loro figlie ma anche agli occhi di Dio, infatti Arcangela sottolinea anche le responsabilità che la Chiesa, nonostante il Concilio di Trento, dimostra in questa consuetudine. 


Suor Arcangela dà così voce al suo malessere e disagio ma non solo “vendica” infatti tutte le sfortunate come lei, chi non ricorda la manzoniana monaca di Monza?, e addirittura usa gli stessi versi delle Sacre Scritture per difendere le donne, tutte, dagli attacchi misogini che all'epoca si riversavano sulle donne, tutte, in quanto tali cioè esseri inferiori nate solo per servire l'uomo.

Arcangela Tarabotti è passata alla Storia come Suor Arcangela ma lei forse si pensava solo e semplicemente Elena che voleva essere: “Una stella errante” e io ho cercato così di raccogliere la sua testimonianza di donna e portare la sua voce al di là del suo tempo...

Così per Wikidonne, il progetto di Wikipedia per diminuire il gap di genere presente nelle voci enciclopediche curato dalle utenti, storiche, accademiche, giornaliste, insegnati, scrittrici... ho curato la voce enciclopedica che la riguarda mentre il mio ultimo contributo è per il blog "Women's History Network" curato da alcune accademiche delle università inglesi che si occupano di Women's Studies: "Arcangela Tarabotti, Elena Cassandra: a feminist Venetian Republic  Nun ".




martedì 16 maggio 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #29



Giovanna d'Arco, statua in piazza delle Piramidi, Parigi.
Emmanuel Fremiet, 1874


#29 Giovanna d'Arco


Il 16 maggio del 1920 Papa Benedetto XV canonizza la pulzella d'Orleans, Giovanna d'Arco. Figura storica femminile dall'indiscusso fascino, a lei sono state dedicati libri, saggi, quadri, pièce teatrali e film.

OG vi propone questa settimana il film premio Oscar: “Giovanna d'Arco” del 1948 interpretata da Ingrid Bergman  che fu candidata come miglior attrice ma questo film vinse comunque tre Oscar: fotografia, costumi ed onorario al produttore, Walter Wanger.
Il film però più recente a lei dedicato è quello del 1999 di Luc Besson con Milla Jovovich.

Trama: Siamo in Francia durante la Guerra dei Cent'anni tra Francia e Inghilterra, i numerosi scontri contro gli inglesi mettono in serie difficoltà il popolo francese. Dalle campagne però emerge una ragazza, Giovanna, che guidata dalla fede si impone all'attenzione perfino del Re che dopo averla messa alla prova, convincendosi delle sue capacità, le affida la guida dell'esercito francese contro gli usurpatori.
Giovanna alla guida dei soldati vince lo scontro diventando un'eroina tra i soldati, il popolo e il re ma quando viene catturata dalla fazione dei borgognoni che la vendono agli inglesi, il re Carlo VII non va più in suo aiuto, perchè già in trattative di pace con gli inglesi.
Giovanna confessa che la sua forza e capacità sono riconducibili alle voci divine che sente e che la guidano, così il re stesso decide di lasciarla al suo destino e alla persecuzione dell'Inquisizione che la condannerà al rogo, dopo innumerevoli torture per farle confessare di essere una strega.
Giovanna d'Arco solo dopo la sua morte sarà riconosciuta una martire e un'eroina anche dalle generazioni successive.



Scelto perché: La pulzella d'Orlèans è una figura storica entrata ormai nel mito e nell'immaginario collettivo ma fu “solo” una delle tante donne che subirono l'Inquisizione senza che le sue indiscutibili doti militari la salvarono dal preconcetto e dall'ignoranza. E' la più nota donna finita al rogo di cui si ha memoria storica a cui nei secoli si è cercato più volte di rendere giustizia ma forse l'unica che ebbe fu quella della Chiesa che la proclamò, dopo secoli, patrona di Francia.


Titolo: Giovanna d'Arco
Titolo originale: Joan of Arc
Nazionalità: USA 
Anno: 1948
Durata: 145 min.
Regia: Victor Fleming
Cast: Ingrid Bergman,  Francis, L. Sullivan




venerdì 12 maggio 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #28


Maria Antonietta nel 1769, Joesph Ducreux.

 Credit: Wikipedia



#28 Maria Antonietta



Questa settimana ricorre l'anniversario della nascita di Olympe De Gouges, l'intellettuale che durante la Rivoluzione Francese lottò per rivendicare i diritti delle donne e per questo fu giustiziata al patibolo. OG vi propone un film che ripercorre, seppur in chiave moderna, gli avvenimenti principali di quei giorni nella sceneggiatura di Sofia Coppola e il suo “Maria Antonietta” del 2006.

La rivisitazione di questo film che unisce la visione “in costume” alla contemporaneità l'ha reso soggetto a numerose critiche ma anche ad altrettanti elogi.

Trama: Siamo nella seconda metà del 1700 e Maria Teresa, Imperatrice d'Austria, decide di dare in sposa al Delfino di Francia una delle sue figlie per instaurare un legame politico con questo paese europeo da sempre rivale dell'Impero Asburgico. La scelta ricade su Maria Antonia Giuseppa, arciduchessa d'Austria che però è abituata ad una realtà regale molto diversa da quella che la aspetta in Francia.
Una volta nel suo paese, la Francia, Maria Antonietta dovrà ben presto adattarsi ai nuovi usi e costumi del suo popolo e della sua Corte ma non senza difficoltà e visto che il suo è stato un matrimonio “di Stato” e le cose con il marito non vanno bene, il matrimonio non viene neanche consumato, Maria Antonietta si consola con gli aspetti più futili e mondani di Corte.

Gli ingenti debiti dello stato francese, impegnato a supportare la rivoluzione americana, impoveriscono la popolazione creando un forte mal contento popolare che sfocia soprattutto contro la Regina Maria Antonietta, che nel frattempo è diventata madre dell'erede al trono...la Rivoluzione è alle porte e la vita dei sovrani francesi è appesa ad un filo, anzi ad una carrozza mentre tentano di scappare e lasciare la Francia.


Scelto perché: Le donne nella storia emergono soprattutto come “merce di scambio” tra paesi che per “ragioni di Stato” combinano matrimoni per creare o rinsaldare legami dinastici e di potere politico. La vicenda tristemente nota di Maria Antonietta è da sempre emblema di queste politiche matrimoniali adottate soprattutto in epoca moderna. Il periodo della Rivoluzione francese in cui la vicenda è ambientata poi ha visto nel tempo la riscoperta anche da parte di importanti storici della presenza e del contributo delle donne che però poi alla resa dei conti sono state rilegate in ambiti privati o quelle più scomode, come fu Olympe de Gouges, giustiziate.

Titolo: "Maria Antonietta"
Titolo originale: "Marie Antoinette"
Nazionalità: USA, Fr
Anno: 2006
Durata: 125 min.
Sceneggiatura: Sophia Coppola
Regia: Sophia Coppola
Costumi: Milena Canonero
Cast: Kristen Dunst,  Judy Davis, Jason Schwartzman

mercoledì 3 maggio 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #27







#27 Il resto di niente



Eleonora de Fonseca Pimentel fu una scrittrice, poetessa, intellettuale e politica del XVIII secolo di origine portoghese, nata a Roma e vissuta poi a Napoli dove le sue origini aristocratiche non le impedirono di prendere parte più che attivamente alla nascita della Repubblica Napoletana nel 1799 insieme a illustre figure dell'intellighenzia partenopea infatti fu tra le fondatrici dell'esperienza repubblicana. Il film di questa settimana, basato sul libro di Enzo Striano, parla proprio della sua biografia ripercorsa nel film del 2004.

Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nello stesso anno, il film vince il Davide di Donatello per i costumi e viene nominato per l'interpretazione femminile e miglior sceneggiatura.

Trama: Il film si basa sulla vita di Eleonora de Fonseca Pimentel che rivive la sua straordinaria vita giacobina affianco dei più importanti personaggi intellettuali della città partenopea, come il Conte Francesco Pignatelli, Domenico Cirillo, Mario Pagano, con cui darà inizio all'esperienza Repubblicana che però ha vita breve, in pochi mesi si restaura la monarchia che comincerà a darle la caccia insieme a tutti i suoi compagni e sostenitori.
Eleonora ripercorrerà così la sua esistenza e il suo personale percorso di donna colta in una Napoli di fine Settecento che non ha capito fino in fondo l'opportunità di libertà che lei e i suoi alleati erano riusciti a creare e offrire al popolo napoletano.

La cittadina Eleonora Fonseca Pimentel, che rinuncia alla sua aristocraticità in favore di un bene più grande, il bene comune che solo la Repubblica può garantire, alla fine della sua vita accetterà con dignità e coraggio, meritandosi il rispetto del suo stesso boia, la conseguenza che la libertà repubblicana garantisce al suo popolo: l' auto-determinazione dei popoli che porterà però a restaurare la monarchia, la dittatura contro cui Eleonora non ha paura di perdere la vita, senza libertà, senza Repubblica cosa altro resta? Nulla...anzi “come dicono a Napoli, il resto di niente”.


Scelto perché: In questo film si rivivono le stagioni che hanno portato un Regno alla prima esperienza moderna di Repubblica, una vicenda essenziale della Storia italiana a cui ha preso parte a pieno titolo e in prima persona una donna colta, intellettuale, fiera e decisa che fino alla fine ha portato avanti le proprie idee dando una precisa impronta all'esperienza repubblicana napoletana insieme a tutti gli altri intellettuali partenopei e che merita di essere conosciuta e ricordata nei libri di Storia e nelle pagine di cronaca repubblicana affinché si avveri quello che essa stessa sul punto di morte, salita sul patibolo pochi attimi prima di morire pronunciò in latino, sommessamente quasi come una prieghiera: Forsan et haec olim meminisse iuvabit- Forse un giorno gioverà ricordare queste cose”.


Titolo: Il resto di niente
Anno: 2004
Durata: 103 min.
Nazionalità: ITA
Regia: Antonella De Lillo
Sceneggiatura: Antonietta De Lillo, Giuseppe Rocca
Produzione: Mariella Li Sacchi, Amedeo Letizia
Costumi: Daniela Cancio
Cast: Maria de Medeiros, Rosario Sparno, Imma Villa



mercoledì 26 aprile 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #26










# 26 Sognando l'Africa


Il film di questa settimana che OG vi propone è dedicato alla scrittrice e ambientalista italiana che da più di quarant'anni vive in Kenya: Maria Boccazzi, naturalizzata keniota come Kuki Gallmann che in questi giorni è stata vittima di un attentato ed ora è ancora in ospedale dove lotta in gravi condizioni.

Il film “Sognando l'Africa” del 2000 è stato tratto proprio dalla sua biografia uscita nel 1991 che narra la giovinezza e il successivo trasferimento della scrittrice in Africa e la sua permanenza nel paese che le ha definitivamente condizionato la vita nel bene e nel male.


Trama: Maria vive a Venezia con il figlio Emanuele avuto dal precedente marito rimasto a vivere negli Stati Uniti con la nuova moglie. Una sera dopo un'uscita tra amici Maria ha un incidente d'auto e viene portata in ospedale dove conosce quello che diventerà il suo secondo marito, Paolo Gallmann con il quale dopo qualche tempo decide di realizzare un sogno comune: trasferirsi in Africa, in Kenya dove comprano un'intera tenuta. La vita non è facile agli inizi con un figlio piccolo, che verrà poi mandato a studiare in un College,  e il marito spesso lontano per lunghi periodi ma la loro vita è intensa, desiderata ed amata ma un giorno a Kuki, incinta di Paolo, viene annunciata la morte del marito in un incidente d'auto. Dopo qualche tempo Emanuele ormai cresciuto torna a vivere con la madre in Kenya insieme alla figlia di Kuki e Paolo, Sveva che nel frattempo era nata. Emanuele però dopo qualche anno morirà per il morso di un serpente velenoso.
Nonostante l'Africa le abbia dato tanto ma tolto altrettanto Kuki non se ne va anzi decide di creare un'associazione intitolata al marito e al figlio per salvaguardare l'ambiente e insegnare agli stessi kenioti le loro tradizioni , impegnandosi anche contro i bracconieri. La sua tenuta infatti diventa un riparo per gli animali presi di mira dal bracconaggio. 




Scelto perché: Kuki è una figura emblematica della volontà e determinazione femminile che nonostante sia stata provata pesantemente non rinuncia al suo sogno e alla sua “missione”, diventando un esempio che va al di là dei confini, dell'aspetto ambientale e che si chiama coraggio e forza di volontà...una donna sola contro la malavita locale e i bracconieri. Domenica scorsa mentre perlustrava la sua vasta tenuta é stata colpita da un proiettile allo stomaco. Soccorsa é ora grave ma vigile in ospedale a Nairobi. Dal suo letto d'ospedale nonostante sia grave fa sapere che non lascerà il paese per il quale ha lottato tutta la vita, con a fianco la figlia Sveva rinnova la sua volontà di continuare a combattere per la causa in cui crede.


Titolo: Sognando l'Africa
Titolo originale: I dreamed of Africa
Anno: 2000
Nazionalità: UK
Durata: 114 min.
Regia: Hugh Hudson
Sceneggiatura: Paula Milne, Susan Shilliday
Cast: Kim Basinger, Vincent Pérez, Daniel Craig



mercoledì 19 aprile 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #25




Vanessa Redgrave è Olive, suffragetta bostoniana.
credits: screenshot by Opportunità di GenereOG
in base all'art.70  Legge sulla protezione del diritto d'autore 633/41
 e successive modifiche.



#25  Le Bostoniane 



Il film di questa settimana ci porta a Boston alla fine del 1800 ispirato al romanzo di Henry James da prima pubblicato a puntate su un giornale del 1885 e l'anno seguente edito in un unico libro ma in tre volumi con il titolo “Le Bostoniane” che narra le vicende del movimento suffragista di Boston.

La trasposizione cinematografica è del 1984, la regia è di James Ivory e la co-protagonista, Vanessa Redgrave, fu nominata agli Oscar e ai Golden Globe del 1985 come miglior attrice protagonista.



Trama:

Nella Boston di fine 1800 la rivalsa del movimento femminista sui diritti delle donne è ormai una realtà che interessa tutti gli Stati membri dell'unione e a Boston è ben radicato grazie a donne facoltose che non solo sostengono la "causa" ma che partecipano anche attivamente a far conoscere e radicare il movimento con sempre più sostenitori.
Tra le nuove leve si distingue una giovane ragazza, Verina,  figlia di un guaritore, che viene subito presa nelle grazie della guida del movimento bostoniano, Olive il cui cugino in visita da New York ma proveniente dal sud tradizionalista, l'avvocato Ranson, si intromette nel rapporto tra la giovane Verina e Olive che cerca di istruirla alla causa per il voto alle donne.
Olive decide quindi di prendere le distanze dal suo aitante ma retrogrado cugino che manifesta disapprovazione per le rivendicazioni femministe, così come per la abolizione della schiavitù nel sud del paese, e i due cominciano a contendersi la giovane promessa femminista. 
Verina va a stare a casa di Olivia dove viene istruita secondo le sue raccomandazioni per fare di lei una nuova figura carismatica per il movimento in grado di scuotere l'interesse e l'azione di molti altri cittadini americani, Verina infatti è eloquente e molto graziosa e aggraziata ma per gli stessi motivi il cugino di Olive cerca invece di corteggiarla e allontanarla dalla causa femminista per sposarla.
Olive porta Verina con se' ai raduni di altre suffragiste e con lei spera di creare un movimento sempre più forte e ampio grazie all'appoggio e al confronto con altre veterane come Miss Birdseye, compagna niente meno di Susan B. Anthony, Elisabeth Cady Stanton e Lucretia Mott.
Ma Verina comincia a vacillare quando rivede il cugino di Olive che non ha smesso di cercarla e quando essa stessa confesserà ad Olivia il suo turbamento e difficoltà nell'andare avanti come se lo facesse solo perché incoraggiata dalla stessa Olivia, Verina le chiede di aiutarla a scappare dai suoi stessi sentimenti. Così la giovane femminista in erba sparisce anche perché il grande giorno è arrivato: la Conferenza al Music Hall di New York dove ha già molti proseliti e che la consacrerà una guida non solo per il movimento bostoniano ma per tutta la causa nazionale.

La sera del comizio però tra il pubblico c'è anche Mister Ranson che dopo non poche difficoltà riesce a parlare con Verina che si rende conto che probabilmente il suo amato ha ragione lei fa tutto questo solo per compiacere Olive, suo padre e tutte le altre a cui vuole bene ma lei non è così coinvolta e che quello che le diceva invece Olive che i suoi tentennamenti erano solo l'effetto della sua troppa esposizione alle critiche e ai giudizi maschili non era vero.
I due amanti allora si allontanano dal teatro nascondendosi tra la folla che stanca di aspettare l'orazione di Verina ha intanto iniziato ad abbandonare la Hall.
A questo punto quando tutto sembra perduto però prende la parola la stessa Olive che ormai si sente pronta a prendere lei le redini della rivendicazione  femminile dimostrando doti d'eloquenza perfino maggiori di quelle di Verina che infatti entusiasmano l'intero uditorio.


Scelto perché: Questo film è stato scelto per la trama ma anche perché già dal suo titolo tradisce il maschile-neutrale ancora saldamente intatto negli anni' 80 dello scorso secolo in cui a quei tempi gli Women's Studies erano appena arrivati in Italia, fu tradotto infatti in italiano come “I Bostoniani” ma è chiaro dalla trama che sarebbe stato meglio e più pertinente la traduzione di “Le Bostoniane”.
Il gruppo bostoniano di suffragette:
Olive, Verina e Miss Birdseye

credits: screenshot by Opportunità di GenereOG
in base all'art.70  Legge sulla protezione del diritto d'autore 633/41
 e successive modifiche.
La trama attraverso le vicende di Verina e Olivia rimanda alle vicende e ai personaggi reali del movimento suffragista statunitense e alla situazione storica del periodo in cui lo stesso romanzo, da cui è stato tratto, è stato scritto regalandoci una prospettiva realistica di come vivevano e agivano le appartenenti al movimento femminista del calare del XX secolo.
Olive dapprima fervida sostenitrice della rivendicazione femminile non è pronta però a scendere in prima fila ma grazie all'esperienza che fa attraverso Verina, è capace di superare i suoi stessi limiti e timori così mentre Verina invece non riesce e crolla accettando la proposta di matrimonio di Ranson, Olive invece cresce fino a sentirsi sicura di esporsi e lottare in prima fila.
A differenza del romanzo in cui l'autore esplicitamente condanna la scelta che Verina fa di lasciare il movimento per sposarsi con l'avvocato perché se ne pentirà presto, il film sembra concludersi con la sconfitta del movimento per l'abbandono di Verina il cui prossimo pentimento non è prospettato ma in realtà rilancia un messaggio più grande e cioè che il movimento femminista non ha bisogno di una voce unica ma è un' unica voce che farà sentire “il grido delle donne presenti, passate e future”.

Titolo: Le Bostoniane
Titolo Originale: The Bostonians
Nazionalità: USA\UK
Durata: 122 min.
Anno: 1984
Regia: James Ivory
Sceneggiatura: Ruth Prawer Jhabvala
Cast: Vanessa Redgrave, Madeleine Potter, Christopher Reeve