martedì 8 agosto 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? # 41

























# 41 La Città Incantata




Tra poco è tempo di ferie e allora rimaniamo in Oriente ma questa volta OG esagera perchè vi porta addirittura in una Città Incantata quella dell'anime di Miyazaki.

Il film di animazione è del 2001 insignito dell'Orso d'Oro a Berlino l' anno seguente e vincitore anche dell'Oscar come miglior film d'animazione nel 2003.



Trama:

Chihiro e i suoi genitori stanno traslocando quando suo padre sbaglia strada e si ritrova per errore in una vecchia città che sembra abbandonata, scendendo dall'auto con la moglie e sua figlia appunto Chihiro trovano da mangiare in uno chiosco e la loro ingordigia li trasformerà in maiali così che quando la bambina torna per spronare i genitori alla partenza dopo aver perlustrato brevemente il luogo non li trova più e per cercarli si addentra nella città trovando poi tutto un mondo fatto di vecchi spiriti pronti a materializzarsi e a prendere le forme più particolari. 
Finalmente la bambina trova una sistemazione in questa città così inquietante, riesce ad andare a lavorare alle terme dove fatica a farsi accettare dagli altri lavoratori. Con il tempo Chihiro impara però a districarsi nelle dinamiche di questo posto stregato in cui i lavoratori sono interessati solo a fare soldi e accumulare ricchezza tanto da accettare di perdere il loro nome al momento dell'assunzione in favore della strega Yubaba, proprietaria delle terme e dei loro nomi (identità).
La bambina di soli dieci anni però non arriverà mai ad accettare compromessi e pur lavorando faticosamente tutto il giorno e dormendo sul posto di lavoro riuscirà a creare dei legami veri con i suoi colleghi rinunciando ai guadagni facili che altri accettano di avere servendo a dismisura i clienti delle terme che rappresentano i ricchi e i potenti da servire e riverire.


La sua curiosità e non canonizzazione farà di Chihiro l'eroina della storia, la salvatrice della città Incantata che tornerà a vivere grazie alle sue acque sacre che l'avevano abbandonata per il sudiciume che si era adagiato nelle sue mura, dei suoi genitori che torneranno ad assumere sembianze umane recuperando il loro nome, la loro identità.

Scelto perché: Questo anime ha delle forti simbologie che fanno della Città Incantata un po' il verso alla nostra società, alle nostre società, in cui il capitalismo è alla base della realizzazione sociale e l'avarizia e la soddisfazione dei propri desideri è un primato da realizzare davanti a tutto e a tutti i costi, come per i genitori di Chihiro, in cui il denaro è lo scopo primario e si è pronti a perdere se stessi per averne sempre di più, a snaturarsi come fanno i protagonisti perdendo i loro nomi, insomma è un film di animazione pieno di spunti concreti e sociali se si vuole e tutto viene riacquistato grazie ad una bambina che non si fa snaturare ma rimane ferma nei suoi valori, nella sua identità.

Titolo: La città Incantata
Anno: 2001
Durata: 125 min.
Nazionalità: Giappone
Regia: Hayao Miyazaki








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venerdì 4 agosto 2017

La sposa normanna- Costanza I d'Altavilla

La cattedrale di Palermo


“La Sposa Normanna” è un libro uscito nel 2005 per le Edizioni Piemme non una novità editoriale quindi ma è un romanzo che essendomi piaciuto molto mi sento di consigliare come lettura estiva, anche sotto l'ombrellone perchè anche se è un tema storico e a qualcuno potrebbe spaventare è scritto in romanzo ed è davvero accattivante. E' ancora in pubblicazione dal 2013 per le edizioni Pickwick.

La storia si basa sulla vita e i miti legati a Costanza d'Altavilla, ultima discendente di questa prestigiosa famiglia aristocratica siciliana, madre di Federico II di Svevia, lo "stupor mundi" che segnò il cammino dell'umanità e cantata perfino da Dante nel III Canto del Paradiso.

L'autrice Carla Maria Russo è una grande scrittrice, oltre che storica, che riesce a trasportare direttamente chi legge nella piena vicenda personale e storica che caratterizza ogni suo romanzo. 

martedì 1 agosto 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? # 40



# 40 Anna and the King



Agosto! Periodo decisamente di ferie e allora cosa di meglio di una meta esotica, andiamo in Oriente con questo film per il nostro consueto “film di una donna a settimana per un anno” che OG ha scelto per l'inizio del mese dedicato alle ferie per eccellenza...

Anna and the King, girato nel 1999 con una bravissima Jodie Foster è il remake di “Il Re ed Io” del 1956 che vinse cinque premi Oscar. Nel 2000 invece questo ricevette due nomination, una per la scenografia grazie a Luciana Arrighi e una per i costumi.
La sceneggiatura è liberamente ispirata alla vita di Anna Leonowens, istitutrice presso il Re di Siam nel 1800 narrata nel romanzo di Margaret Landon del 1944 "Anna and the King of Siam".  Il Re del Siam era infatti intenzionato a emancipare il proprio regno, occidentalizzandolo e come le memorie di Anne Jemima Clough, la fondatrice del Newnham College, ci ricordano anche la Signora Smith si recò in Siam come insegnate di scuole femminili volute dal Re nel XIX secolo. 


Trama:
Anna dopo essere rimasta vedova decide di reagire al suo dolore e accetta di trasferirsi con suo figlio e i servitori nel Siam come istitutrice dei figli del Re.
Nel 1862 Anna si manifesta come una donna emancipata e intelligente che da subito si scontra oltre che con la diversa cultura e tradizione anche con la diversa considerazione che le donne hanno a Corte e nell'intero paese.
Il suo piglio fiero e forte la fa entrare mano a mano nelle simpatie del Re che tenta docilmente di farle capire e comprendere i loro usi e l'amore per una delle figlie più adorate del Re, “scimietta” che muore improvvisamente li avvicinerà nel dolore che proveranno nel perderla. 


La stima tra persone così diverse si accrescerà di giorno in giorno e gli scontri che Anna dovrà superare in questa realtà così diversa dalle maniere occidentali faranno sì che i suoi modi decisi e diretti la aiuteranno a ritrovare se stessa e a guardare in faccia il suo dolore e la sua vedovanza ritrovando anche il rapporto con il suo bambino.


Scelto perché: La vita di Anne è una vita avventurosa che pochi nell'800 potrebbero dire di aver vissuto, figuriamoci una donna! Il suo esempio reale è una fonte di ispirazione, conoscenza e ammirazione.

Titolo: Anna and the King
Anno: 1999
Durata: 148 min.
Nazionalità: USA
Regia: Andy Tennant
Scenografia: Luciana Arrighi
Cast: Jodie Foster, Chow  Yun-Fat




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lunedì 24 luglio 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? # 39



# 39 Amelia



Esattamente oggi 24 Luglio, nell'anniversario dei 120 anni dalla nascita della aviatrice dei record, Amelia Earhart mentre si susseguono ancora teorie sulla sua scomparsa, l'ultima la vuole immortalata addirittura su una foto presso un molo orientale secondo la recente trasmissione della History Channel e mentre la sua città natale, Atchinson, organizza come ogni anno l'Amelia Earhart Festival in suo onore con visite alla sua casa, oggi un museo, con musica, fuochi d'artificio e spettacoli aerei, OG la celebra ancora una volta dopo un post di alcuni anni fa, scegliendo uno dei film ispirati alla sua vita.

Amelia è un film del 2009 con Hilary Swank che la interpreta magnificamente grazie anche alla regia di Mira Nair.


Trama:
Stati Uniti anni '30 Amelia è già entrata nella Storia avendo attraversato prima donna, l' Oceano Atlantico e aver riportato il record di altitudine dove altri piloti avevano fallito, ora vuole provare a fare il giro del mondo. Lei è una donna emancipata, soprattutto per la sua epoca, porta la divisa e ne disegna delle altre, ha pagine di riviste e giornali con sue foto pubblicitarie e spera così che altre donne la possano seguire; Amelia ha un carattere libero, ama l'avventura e guardare il mondo e le sue meraviglie da lassù, dal suo abitacolo che le regala le emozioni da togliere il fiato che solo la natura dall'alto può darle.

L'aereo è il suo attimo di respiro sopra il mondo che ha conquistato e che vuole stupire ancora una volta preparandosi all'impresa più importante, ancora una e quando sembra che tutto stia andando bene l'aereo scompare alimentando di lì in avanti il mito...



Scelto perché: La vita di Amelia è stata ed è un esempio per tutti/e con la sua tenacia e talento è infatti riuscita ad andare oltre ogni limite che all'epoca non era ancora stato solcato...lei ha aperto una porta nell'aviazione, tutta.
Una biografia di donna straordinaria che andrebbe conosciuta.


Il doodle che google le ha dedicato



Titolo: Amelia
Naz.: USA
Durata: 111 min
anno: 2009
Regia: Mira Nair

Cast: Hilary Swank, Richard Gere, Ewan McGregor, Mia Masikowska 


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martedì 18 luglio 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? # 38



# 38 Becoming Jane- Il ritratto di una donna contro


Oggi è il 200° anniversario dalla morte di una scrittrice emozionante e sempre amata Jane Austen! Poteva OG non tenerne conto per “Un film di una donna a settimana per un anno?”, domanda retorica...ma ovviamente no! Ecco quindi Becoming Jane.

Il film vede Anna Hathaway come protagonista con la regia di Julian Jarrod, per trasportarci con convinzione nella Inghilterra di fine XVIII secolo. Niente era più vero dell' ascesa sociale nella Inghilterra del 1700, come d'altronde nel resto del mondo le donne erano un mezzo di scalata sociale grazie alle politiche matrimoniali e a questa logica e pratica non sfuggì neanche Jane Austen.


Trama:

Nell'Hampshire del 1795 all'età di vent'anni Jane è circondata da numerosi pretendenti tra cui spicca il favorito della famiglia, il ricco Mr. Winsley che però non raccoglie affatto le simpatie della ragazza, molto sagace e acuta nella sua intelligenza che non risparmia di dimostrare.

Arriva però un giovane avvocato mandato a espiare la sua vita dissoluta dal vecchio zio che lo ha preso sotto la sua ala protettrice, Mr. Lefroy. Tom Lefroy è sprezzante per quella vita di provincia e per quella gente finchè non incontra e conosce Jane di cui impara ad apprezzare da subito le qualità intellettuali e i due si innamorano. Decidono quindi di sposarsi ma non senza il consenso dello zio di Lefroy che però basandosi su una lettera che descrive Jane come una cacciatrice di dote, scritta in realtà da un suo pretendente respinto, non acconsente al matrimonio.


Jane viene allontanata dallo stesso Lefroy che si fidanza con la prescelta dalla famiglia e Jane per reazione fa altrettanto ma la lontananza dura poco, Lefroy infatti si rende conto di non poter stare senza Jane e le chiede scusa proponendole di scappare e sposarsi e Jane acconsente. Quando tutto è già deciso Jane però trova una lettera della mamma di Lefroy nella quale scopre quanto l'approvazione dello zio di Lefroy e la relativa rendita economica sia essenziale per la sussistenza della famiglia di lui. A questo punto Jane ci ripensa non volendo essere la causa della rovina della famiglia Lefroy e lascia definitivamente Tom nonostante le rimostranze di lui.

Lei deciderà a questo punto di non sposarsi mai e di vivere della sua scrittura e prenderà spunto dalla sua vicenda personale e sentimentale per scrivere uno dei suoi capolavori, Orgoglio e pregiudizio.

I due si ritroveranno dopo molti anni quando Jane è ormai una scrittrice affermata e Lefroy, sposatosi con un'altra donna le presenterà sua figlia che ha voluto chiamare Jane.


Scelto perché: Jane Austen non ha bisogno di tanti perché, la sua fama, la sua scrittura e le sue opere parlano e hanno parlato per lei e continueranno a farlo ancora nel tempo.




Titolo: Becoming Jane. Il ritratto di una donna contro
Titolo originale: Becoming Jane
Nazionalità: UK
Anno:2007
Durata: 120 min.
Regia: Julian Jarrold
Sceneggiatura:Sarah Williams

Cast: Anne Hathaway, James McAvoy, Anna Maxwell Martin




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lunedì 17 luglio 2017

Lucy Maud Montgomery- Il Sentiero alpino




Poi un sussurro fiorisce nel tuo sonno
Come posso scalare
Il sentiero alpino, così duro, così impervio,
Che conduce a vette sublimi;
Come posso raggiungere il lontano traguardo
Di una vera e onorata fama,
E scrivere sulla sua lucente pergamena,
Un umile nome di donna




Lucy Maud Montgomery in questo libro si racconta e dalla sua viva “penna” scopriamo la bambina, la donna e la scrittrice che dall'isola del Principe Edoardo muove i suoi primi passi verso la fama che ancora oggi non l'abbandona. Anna dai capelli rossi (Anne of the Green Gables) è ancora uno dei libri più amati e tradotti nel mondo. Ma Lucy pur avendo un talento innato fin dall'infanzia per la scrittura coltivata leggendo libri, salmi e poesie e una fervida immaginazione per i nomi dei luoghi e per le descrizioni non ha avuto comunque degli inizi facili anche lei ha dovuto passare tra bassi e pochi alti che tuttavia bastarono a non farla demordere e proseguire con determinazione “Mi stupisco spesso di non aver rinunciato in quel totale scoraggiamento1
Così scopriamo la personalità e il carattere di una delle scrittrici più amate “Credevo in me stessa e lottavo da sola, in segreto e in silenzio. Mi limitavo a stringere i denti e a dire 'Ce la farò'2, riviviamo un periodo antico per scoprire tuttavia che le cose non cambiano se a scuola si facevano prove di scrittura improvvisata insieme all'amichetta del cuore invece che i compiti assegnati o se il preside soprassedeva a qualche marachella solo perché non ne venisse scoperta una più grande a suo carico e possiamo vivere esperienze uniche come l'ammaraggio di una vera barca a vela con tanto di Capitano e marinai “esotici” dalle teste lanose ed orecchini d'oro!.
E cosa pensare se già agli inizi del'900 si riteneva che le cose non fossero migliori del passato? Insomma la biografia di Lucy Maud Montgomery scritta da lei stessa nel 1917 per un giornale femminile EveryWoman's World che le chiese di far conoscere la storia della sua carriera e per la prima volta tradotto in italiano dalla casa editrice Flower-ed, è una scoperta continua di luoghi e posti antichi, di aneddoti, di vecchi modi di vivere ma anche la conferma che il talento serve ma non basta, per arrivare ci vuole costanza, determinazione e dedizione infatti la stessa Lucy scrive queste memorie per “infondere coraggio a quanti stanno faticando lungo l'estenuante sentiero che anch'io ho percorso per raggiungere il successo3, e “se una qualunque parola che io scriverò sarà di aiuto o d'incoraggiamento per un altro pellegrino lungo quel sentiero, quella parola io la scriverò gioiosamente e volentieri4, descrivendoci quante volte le sue poesie e i suoi racconti furono scartati dagli editori infatti ci ricorda che ognuna di noi deve essere pronta a scalare il proprio ripido “sentiero alpino”.


Il Sentiero Alpino- La storia della mia carriera
2017
pagg. 130

ISBN 978-88-97815-96-9













1L.M. Momntgomery “Il sentiero alpino- La storia della mia carriera”, ed. Flower-ed., Roma, 2017, pag. 78.
2Idem.
3Ivi, pag. 6.
4Ivi, pag. 10.



mercoledì 12 luglio 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #37



#37 Pane e Tulipani



E' notizia di qualche giorno fa che l'Istat ha stimato un decremento della “professione” anzi non- professione delle casalinghe inItalia. In poco più di dieci anni il loro numero è sceso di mezzo milione e al di sotto dei trent'anni non se ne trovano...segno dei tempi che cambiano, in meglio? Non sempre ma al di là delle considerazioni che si possono fare, e non poche, sull'argomento donne e lavoro, OG ha preso spunto da questa ultima ricerca sulle casalinghe italiane per il film di questa settimana che si basa proprio sulla storia di una casalinga che lasciata in autogrill ha l'opportunità di cambiare la sua vita...indovinato?

Pane e Tulipani! Il film di Silvio Soldini con Licia Maglietta vincitore di ben 9 David di Donatello nel 2000.

Trama:
Rosalba, una casalinga di Pescara, viene lasciata in autogrill durante una gita di gruppo nella quale era stata coinvolta da suo figlio minore Nico e suo marito, Mimmo, titolare di una azienda di sanitari a Pescara, fedifrago e saccente. Rosalba dopo essere riuscita a mettersi in contatto da una cabina telefonica con il marito che le dice di non muoversi e di restare lì decide invece di chiedere un passaggio ad un automobilista per tornare a casa sua senza aspettare nessuno e invece nel viaggio deciderà di andare a vedere Venezia, città sempre sognata ma mai visitata.
A Venezia Rosalba pensa di rimanere solo due o tre giorni giusto il tempo per vedere la città ma di giorno in giorno Rosalba ritrova se stessa nelle piccole cose quotidiane non più pensate e congegniate per gli altri che ormai danno la sua presenza e le sue cure per scontate, per primo suo marito. Il viaggio di pochi giorni di Rosalba finisce per essere un viaggio esistenziale di rivalsa personale e in cui Rosalba passa da essere la casalinga scontata, mamma tutto fare ad addetta in una bottega di fiori, indipendente e realizzata. Mano a mano Rosalba si fa anche nuovi amici, i vicini di casa, il suo datore di lavoro, e trova l'Amore quello vero, quello del rispetto e della sorpresa...del non darsi mai scontati grazie al padrone dell' appartamento dove affitta una camera e con cui nasce un'intesa che di giorno in giorno riscalda i cuori di queste persone che si potrebbe essere indotti a pensare ormai troppo cresciute e con storie personali passate troppo ingombranti alle spalle.


Rosalba però verrà rintracciata da un investigatore lanciatogli dietro dal marito stanco di avere la casa sporca, le camicie non stirate e di doversi preoccupare delle cene, della spesa e del rendimento dei figli a scuola. Messa di fronte alle proprie responsabilità Rosalba torna a casa dal marito e dai figli ma presto nonostante la sua routine si accorge che qualcosa si è rotto e quando i suoi amici veneziani con il padrone di casa in testa la vanno a prendere per portarsela via di nuovo a Venezia, Rosalba finalmente trova la forza per decidere della sua vita e diventare padrona delle sue scelte.


Scelto perché: In questa commedia romantica per nulla banale si trovano temi di rivalsa femminile che da sempre sono presenti nella società italiana; Rosalba è una italiana media, casalinga per scelta di altri dopo il matrimonio da giovane e la nascita dei figli, una ragazza diplomata che non ha potuto dare sostanza ai suoi studi andando a lavorare perchè ormai si era sposata e non aveva particolari esigenze, le si chiedeva solo di stare a casa e badare alle faccende familiari. Nessuno aveva dato altre possibilità a Rosalba che ha accettato quello che le si proponeva perchè quello era quello che si richiedeva ad una donna nella società della sua giovinezza, non troppi anni fa. Rosalba siamo e possiamo essere ciascuna di noi ma c'è sempre un'opportunità da riconoscere per ritrovare le nostre aspirazioni e volontà...per ritrovare noi stesse e scegliere un nuovo inizio.

Titolo: Pane e Tulipani
Anno: 2000
Nazionalità: ITA
Durata: 114 min.
Regia: Silvio Soldini
Sceneggiatura: Silvio Soldini Doriana Leondeff

Cast: Licia Maglietta, Bruno Ganz, Marina Massironi


martedì 11 luglio 2017

Mistiche d'Italia- Angela da Foligno



Mistiche d'Italia

Beata Angela da Foligno è stata una donna vissuta nella prima metà del 1200, nata e morta a Foligno, il 4 Gennaio 1309, dove la sua attività di mistica ha suscitato grande devozione e riflesso tale da arrivare fino ai nostri giorni.

Le parole della Beata sono ancora attuali e il suo esempio di empia peccatrice dedita al lusso e alla vanità convertitasi alla penitenza e alle azioni sociali ispirano ancora discepoli al suo Santuario e motivano ancora il suo “Cenacolo”, attualmente in funzione presso la Chiesa di San Francesco a Foligno. Era infatti una donna che basava la sua esistenza solo sull'aspetto fisico, la mondanità e il lusso senza dare spazio ad altri aspetti che non fossero quelli dell'apparire e dell'essere ammirata.

Poche e sparse sono le notizie sulla sua giovinezza, rintracciabili direttamente nelle sue memorie dettate ad un suo parente, Frate Arnaldo del Convento di San Francesco dove ancora oggi sorge il Santuario dedicato ad Angela che accoglie la sua urna funeraria le cui spoglie sono state venerate anche dai Papi, come Giovanni Paolo II nel 1993 e più recentemente da Papa Francesco che nel 2013 l'ha canonizzata.
Delle sue origini prima della conversione si sa poco se non quello che nelle sue Memorie ella stessa ricorda. Lella, in famiglia era così chiamata confidenzialmente, nacque a Foligno nel 1248 e sicuramente apparteneva ad una buona famiglia, un casato che possedeva proprietà immobiliari e appezzamenti terrieri. Sua madre la spinse ad avere ambizioni sociali da conquistare tramite l'aspetto piacevole, civetterie e vanità come lei stessa ricorda “Per tutto il tempo della mia vita ricercai come potessi essere adorata e onorata 1. 
Santuario di Beata Angela a Foligno
Rimasta orfana di padre in giovane età fu destinata al matrimonio come si confaceva a quei tempi con un uomo più grande di lei da cui ebbe dei figli. Rimasta vedova alla soglia dei quarant'anni nel 1285 Lella che già da tempo era stanca della sua esistenza frivola e impostata solo sull'apparenza e la mondanità e che più volte aveva tentato di confessare i suoi peccati, vergognandosene, si convertì definitivamente abbracciando il Terzo Ordine Francescano nel 1291 scegliendo però di rimanere nella società e di non rinchiudersi nel convento ma di mettere a disposizione degli altri, donne e uomini, religiosi e laici, la sua esperienza e la sua fede, divenne quindi Angela.


La sua attività mistica le valse la stima e l'affetto dei religiosi e dei laici folignati e non solo, la fama della sapienza spirituale di Angela e le sue visioni e messaggi mistici divennero presto un' occasione di ritrovo tanto che da subito dopo la sua conversione, avvenuta nel 1285 circa, si creò attorno a lei un Cenacolo, un ritrovo dove si incontravano laici e laiche, religiose e religiosi che ispirati dalla sua guida spiritale e dalle sue azioni attuavano il messaggio di fede di cui Angela era un esempio e strumento.

Angela, Lella, era una donna d'intelletto vivace, le si riconosceva caparbietà, temperamento, un'intelligenza acuta anche da chi la conobbe prima della conversione quale donna di società intenta al lusso. Angela che era analfabeta divenne tuttavia, intorno al “Cenacolo”, un punto di riferimento per la fede di donne e uomini, religiosi e laici che attingevano al suo misticismo per operare e migliorare la società della loro epoca.
La Teca con le spoglie della Beata 
L'influenza di Angela nelle cose sacre fu talmente grande che seppur illetterata fu definita “Maestra dei Teologi”, Magistra Theologorum, tra i suoi seguaci infatti molti erano annoverati come tali, tra cui Umbertino da Casale.

Dalle sue confessioni mistiche nasce il Memoriale che racchiude i suoi ricordi biografici e spirituali che costituiscono la prima parte del Liber, i codici manoscritti sulla vita della Santa che con le Istructiones, la seconda parte costituita da documenti, soprattutto lettere familiari di Angela, editati da altri, formano il Liber, la testimonianza più importante della vita, della conversione e del messaggio mistico della Beata.

Il Cenacolo di Beata Angela è tutt'ora attivo, ripristinato nel 1989, è promotore di iniziative spirituali e sociali.
La Teca con le spoglie della Beata si trova nel Santuario di Beata Angela da Foligno tuttora nella Chiesa di San Francesco dei Frati Minori Conventuali di Foligno a Piazza San Francesco dove Frate Arnaldo secoli prima ricevette dalla voce della Beata le sue Memorie che trascrisse e rese note ai suoi seguaci e ai posteri.
Campanile del Convento
di S. Francesco
 Foligno.

La festività liturgica si svolge il 3 e 4 Gennaio a Foligno.



Io che ti parlo, sono la Divina Potenza,
e la grazia che ti offro è tale che voglio giovi
a tutti gli uomini che ti vedranno:
né solo a questi ma a tutti coloro che a te penseranno
e di te si ricorderanno o ti udiranno nominare,
e a quelli che più mi ameranno, più potrai aiutare!
2





Note:
_______________________________________

1Instructiones, da “Liber”, I, 25.


2Consolante Messaggio confidato dal Signore alla Beata”,Autobiografia della Beata”, come da approvazione Ecclesiastica, Ed. Chiesa San Francesco, Foligno.


mercoledì 5 luglio 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #36




 #36 TRACKS- Attraverso il Deserto



Prima settimana di Luglio e a scuole finite già tempo di vacanze per alcune e di ristoro per altri, OG vi propone questa settimana per “un film di una donna a settimana per un anno” ovvero la campagna statunitense #52FilmsbyWomen il film che parla di un viaggio intrapreso da una ragazza che alla fine degli anni '70 dello scorso secolo decide di avventurarsi nel deserto.
Così Robyn Davidson parte per affrontare una difficile sfida sola con i suoi compagni di viaggio: 4 dromedari e il suo cane. Il film si ispira ad una storia vera e si basa sul libro di memorie della protagonista, la vera Robyn, scrittrice ed esploratrice che supportata dal reportage della National Geographic all'epoca poté documentare il suo viaggio nella monografia “Tracks”. (Uscito in versione italiana come "Orme. Una donna, quattro dromedari e un cane nel deserto australiano", edito per Feltrinelli su ibs  Amazon e Mondadori ). 

Tracks- attraverso il deserto viene presentato e nominato come miglior film alla mostra di Venezia del 2015.

Trama:
Robyn decide di sfidare se stessa volendo attraversare il deserto australiano a piedi da sola con il solo aiuto di quattro dromedari e portandosi il suo adorato cane, Diggity. Mossa dal desiderio di rivalsa contro gli stereotipi attribuiti all'inerzia della sua generazione e dell'appartenenza al suo sesso, nel 1976 si trasferisce nella località di Alice Springs, da dove partirà la sua impresa, per impostare il suo viaggio e trovare familiarità con gli animali che dovrà portarsi: i dromedari.
Allenatasi ad indurire i piedi in vista delle lunghe camminate Robyn l'anno seguente dopo aver salutato parenti ed amici inizia il suo viaggio kilometrico per le sabbie del deserto in cui in più di duemila kilometri affronterà difficoltà personali e fisiche alle quali tuttavia resisterà portando avanti con coraggio ed orgoglio la sua meta, dimostrando a se stessa e agli altri la determinazione necessaria alle grandi sfide personali.

Scelto perchè: Una ragazza affronta e vince una sfida con se stessa non rinunciando ai suoi sogni ma concretizzandoli senza paura delle difficoltà in un viaggio che avrebbe messo in dubbio parecchi; Robyn nel 1977 parte solo con il suo cane e i dromedari così come solo poche altre pioniere nei secoli scorsi avevano fatto, da GeltrudeBell a Isabella Lucy Bird...tutte da riscoprire.




Titolo: Tracks_ Attraverso il deserto
Titolo originale: Tracks
Nazionalità: Australia
Anno: 2013; uscito nel 2014
Durata:112 min.
Regia: John Curran
Sceneggiatura: Marion Nelson
Produzione: Emily Sherman
Cast: Mia Wasikowska, Adam Driver, Emma Booth, Jessica Tovey





mercoledì 28 giugno 2017

Un film di una donna a settimana per un anno #35




Ava Gardner in abiti delle Sorelle Fontana
 per la " Contessa scalza", 1954

Credits: Pinterest



#35 Atelier Fontana- Le sorelle della moda



La moda italiana, la grande moda, ha visto grandi nomi di stiliste che hanno creato il mito e il prestigio dell'eleganza sartoriale del Made in Italy nel mondo. La scorsa settimana è scomparsa una delle sorelle Fendi, Carla che aveva contribuito a creare il noto marchio di stile nel mondo. OG vi propone per questa settimana di “un film a settimana su una donna per un anno” il film su altre sorelle della grande moda italiana che sono partite dal nulla ma grazie al loro talento, alle loro capacità e alla loro determinazione hanno creato il loro atelier, apprezzato e ricercato in tutto il mondo contribuendo appieno alla storia e al prestigio dell'alta moda italiana nel mondo...le Sorelle Fontana.

Pensata per la tv la loro storia con una brava Anna Valle, tra le altre, è poco più lunga di un film cinematografico ma è comodamente suddivisa in due dvd. Alla sua realizzazione nel 2011 contribuì la stessa Micol Fontana, ormai anziana, ultima delle sorelle del trio originario che appare alla fine della storia.

Trama:
Le tre sorelle vivono una vita tranquilla nella provincia parmense aiutando la mamma nella sartoria casalinga ma Micol si sente frustrata, la sua creatività non trova spazio e inizia a pensare di aprire un suo laboratorio sartoriale nella Capitale. Convincendo le sue altre due sorelle, Zoe e Giovanna, si trasferisce a Roma alla fine degli anni '30 dopo essersi sposata con il suo grande amore, Enrico di buona famiglia ma scansafatiche.
Le tre sorelle trovano lavoro in alcune sartorie ma stentano a realizzarsi così Giovanna lascia il lavoro e decide di occuparsi della casa e della bambina di Zoe mentre Micol invece viene notata dal titolare della sartoria dove lavora che decide di darle più fiducia. 

Micol rimane incinta e dà alla luce Maria Paola quando anche il lavoro sembra prendere la giusta piega infatti la Contessa Caetani decide di sponsorizzare Micol avendo scoperto che sono sue le creazioni che indossa in sartoria.
Le sorelle possono finalmente aprire il loro atelier e con molti sacrifici riescono a organizzare la loro prima sfilata, che sarà trionfale, alla quale tuttavia proprio Micol non potrà assistere perché scopre che il marito disoccupato e perditempo con il quale ha litigato, le ha portato via la figlia. Quando Micol riesce a tornare a Roma con la bambina la sfilata ha già riscosso grandi consensi ma il grande successo deve ancora arrivare.

Maria Paola, figlia di Micol, un giorno incontra per le strade della Capitale, una bella e affascinante signora che si rivelerà essere l'attrice americana Linda Christian che qualche tempo più tardi commissionerà proprio alle sorelle il suo abito di nozze per il matrimonio hollywoodiano con l'attore Tyron Power, risollevando le sorti dell'atelier e dandogli la fama internazionale che l'atelier meritava.
Purtroppo durante un viaggio però la figlia di Micol si ammala di tifo e muore, consegnando la madre alla depressione più profonda. In suo soccorso accorre l'amica Linda Christian che la invita negli Stati Uniti dove effettivamente Micol dopo un lungo soggiorno, ritrova la voglia di vivere e tornata in Italia decide di aprire la linea di moda al mercato statunitense, per questo firma un contratto per confezionare gli abiti di Ava Gardner nel film “La contessa scalza”.
La conquista del mercato americano le consacra definitivamente come grandi firme della moda italiana e perfino il Papa le riceve con tutte le loro maestranze in
 Vaticano.
Abito dell'atelier Fontana per Ava Gardner
 in "La contessa scalza"


Scelto perché: La grande moda italiana deve molto anche alle donne, tante infatti le stiliste che negli anni hanno contribuito a creare questo sogno del Made in Italy che dal resto del mondo viene apprezzato ancora oggi. Donne che con la loro creatività e determinazione hanno saputo dare forma ai loro sogni e a interpretare quelli di molte altre.


Laura Biagiotti, Roberta di Camerino, Micol Zoe Giovanna Fontana, Raffaella Curier, Alberta Ferretti, Anna Alda Carla Franca Paola Fendi, Krizia, Miuccia Prada, Mila Schon, Fernanda Gattinoni sono solo alcune...


mercoledì 21 giugno 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #34




# 34 Sognando Beckham



L’estate è ormai arrivata e OG è sensibile alle estenuanti battute sulla forma fisica e sulla prova costume ma a modo suo, non poteva essere altrimenti, quindi vi suggerisce un film sportivo, che ha portato alla notorietà l’attrice ora affermatissima  Keira Knightley .Il film di questa settimana, uscito agli inizi degli anni 2000 ha avuto infatti uno strepitoso successo perché affronta il tema degli stereotipi con semplicità  e piacevolezza. Nel 2015 è approdato a Teatro grazie al musical al Phoenix Theater London.

Trama:
Jess è una ragazza inglese, di origini indiane, che vive a Londra con la sua famiglia e pur rispettando e amando le sue tradizioni ha una passione molto forte per il calcio, il suo idolo è il giocatore David Beckham di cui vorrebbe emulare il successo ma i suoi genitori non vedono di buon occhio che una ragazza faccia questo sport ritenuto troppo maschile.
Quando Jess viene notata da una giocatrice di calcio: Jules che la introduce nella sua squadra di calcio, le lamentele dei genitori fanno si che Jess ad un certo punto debba continuare a giocare  a pallone di nascosto anche quando la sua squadra deve andare ad Amburgo per il campionato. Nel frattempo la più tradizionale sorella maggiore di Jess fissa la data delle nozze che però è proprio il giorno della finale di campionato quando tra l’altro sarà presente un talent scout sportivo che potrebbe cambiarle la vita.
Il rapporto calcistico-sportivo e personale delle due ragazze, Jess e Jules, si stringe sempre di più in una profonda amicizia fatta anche di confidenze come quella che Jules fa a Jess sulla sua cotta per il loro allenatore che però sembra più interessato a Jess.
Il giorno della finale è anche quello del matrimonio della sorella maggiore di Jess che quindi è costretta a saltare la partita più importante per la squadra e per se stessa essendoci anche il procuratore sportivo che potrebbe far decollare la sua carriera ma i suoi genitori sono all’oscuro di tutto quindi Jess è rilegata a partecipare al matrimonio quel giorno.
Il papà di Jess però nota che la ragazza è tutt’altro che felice ed allegra e indovinando il motivo del malessere la lascia andare alla partita che in effetti grazie al suo decisivo contributo viene vinta dalla sua squadra; così Jess viene notata dal procuratore che le propone una borsa di studio per una prestigiosa università americana la stessa dove anche la sua amica Jules andrà perché è stata selezionata anche lei dal procuratore.
Sullo sfondo la storia d’amore tra Jess e l’allenatore che incrina in un primo momento l’amicizia delle due giocatrici  ma il dissapore verrà presto superato grazie al sentimento di squadra e alla complicità sportiva che sarà più forte delle invidie e delle gelosie.

Il film si conclude con l’incontro casuale, in aeroporto, proprio con l’idolo del pallone David Beckham.

Scelto perché: Anche lo Sport è ritenuto spesso un settore prettamente maschile e soprattutto certi ambiti come sicuramente il calcio ma sempre più spesso le donne hanno dimostrato di non essere da meno e lì dove è stato permesso loro di poter gareggiare in squadre miste, come nel golf e più recentemente nel tiro con l’arco, hanno contribuito attivamente e competitivamente al fianco dei loro colleghi. Il problema resta la visibilità che questi traguardi guadagnano. Per chi volesse approfondire ho trattato il tema in questo articolo, uscito inizialmente sul blog di NoiDonne in cui ho affrontato il tema sportivo da un'ottica di genere per vedere che le donne spesso non sono riconosciute come professioniste perché la legge che prevede questa qualifica è di molti anni fa e quindi le donne ne restano escluse con una penalizzazione anche da un punto di vista economico...Federica Pellegrini, per capirci, guadagnerebbe di meno del suo fidanzato, perché per legge lui è uno sportivo professionista e lei no, è una dilettante! Bisogna però dire che qualcosa si sta muovendo e piano piano anche le varie società sportive dal calcio al golf si stanno sensibilizzando e approntando cambiamenti organizzativi mentre la legge che qualificherebbe l'attività agonistica femminile resta in Parlamento ferma lì in attesa di essere discussa dal 2015.



Titolo: Sognando Beckham
Titolo originale: Bendi t like Beckham
Anno: 2002
Nazionalità: USA, UK, D
Durata: 112 min.

Regia: Gurinder Chadha
Produzione: Deepack  Nayar
Cast: Parminder Nagra; Keira Knightley; Jonathan Rhys-Meyers


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